La profezia del virologo Crisanti, avremo un’estate con moltissimi contagi

Il professor Crisanti è da sempre contrario alla gestione dell’emergenza per contenere il Covid; secondo il luminare le decisioni degli esperti al governo sarebbero sempre troppo morbide e poco efficaci al fine di ridurre drasticamente i contagi.

E’ per questo motivo, infatti, che è arrivata la sua profezia, ovvero il professore di Padova avrebbe detto che, la situazione della prossima estate non sarà positiva come quella dell’estate passata.

L’estate scorsa, infatti, il via libera ad una vita pressoché normale, si era ottenuto dopo un lungo e duro lockdown durato fino al 4 maggio.

All’epoca si trattò di una decisione davvero forte che, però, non lasciò spazio a nessun tipo di libertà aleatoria come invece accade oggi a fronte di una zona rossa decisamente poco o per nulla rispettata.

Questo rigore dello scorso anno aveva prodotto un drastico calo dei contagi che aveva consentito un’estate un tantino più libera sia come spostamenti che come aperture.

Purtroppo, poiché adesso, durante tutti questi mesi, mai, si è avuto un lockdown seriamente restrittivo, con molta probabilità, come afferma Crisanti, avremo un’estate con 7/8 mila contagi al giorno e, per questo, non potrà essere vissuta senza limitazioni o chiusure.

Crisanti ha continuato spiegando che la trasmissione del virus è ancora oggi allarmante, e che purtroppo questo non può lasciarci andare a slanci di ottimismo: “C’è ancora anche un numero inaccettabile di morti”.

A tal proposito, il virologo riaccende la speranza nella campagna vaccinale: bisogna, secondo il professore, seguire il modello inglese, ovvero, creare e raggiungere un’organizzazione tale da vaccinare quante più persone al giorno. Solo così si potrà avere la speranza di uscire in tempi brevi dalla pandemia.

Ed è proprio in merito alla campagna vaccinale che tira un sasso all’unità di crisi del governo rimarcando il fatto che, a differenza degli inglesi che di fronte alle difficoltà tendono ad unirsi, noi italiani, invece, tendiamo a dividerci. E questo sarebbe un deterrente non produttivo soprattutto in questo periodo.

A chi gli chiede, invece, notizie sull’efficacia del vaccino, il virologo precisa “Il vaccino non è una terapia genica, stiamo iniettando un ‘intermedio genetico’ estremamente labile, che non dura, ma che prima che si degrada produce le componenti del virus che inducono una risposta immunitaria”.

Foto dal web

Marianna Di Donna

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