Tutto iniziò più di 130 anni fa a Chicago (USA), durante una giornata di lotta condotta dai sindacati dei lavoratori americani per ottenere la giornata di otto ore. 

Durante il loro congresso del 1884, i sindacati americani si diedero due anni per imporre ai padroni la limitazione della giornata lavorativa a otto ore. Hanno scelto la data del primo maggio perché molti contratti di lavoro scadono in quel giorno. 200.000 lavoratori americani hanno ottenuto la giornata di otto ore il 1° maggio del 1886.

340.000 lavoratori, i cui padroni non accettarono questa richiesta, iniziarono uno sciopero generale in tutto il paese, a partire da Chicago. In questa città, il 4 maggio, i manifestanti hanno lanciato una bomba contro la polizia, uccidendo una persona. Quattro sindacalisti anarchici furono impiccati senza prove per questo omicidio – un quinto, anche lui condannato a morte, si suicidò.

Tre anni dopo, nel 1889, la Seconda Internazionale Socialista si riunì a Parigi. I partecipanti decisero di fare del Primo Maggio un giorno di manifestazione con lo stesso obiettivo dei lavoratori americani. Ma il 1° maggio 1891, la mobilitazione nel paese fu segnata da un incidente drammatico: a Fourmies, nel nord, l’esercito sparò su scioperanti pacifici. 9 persone furono uccise e altre 33 ferite. Dopo questa tragedia, il Primo Maggio si è gradualmente radicato nella tradizione delle lotte operaie. La Festa dei Lavoratori fu celebrata in Belgio e in Russia, per poi divenire internazionale.

Nel 1941, durante l’occupazione tedesca, il maresciallo Pétain rese ufficialmente il Primo Maggio “il giorno del lavoro e dell’armonia sociale”. Questo giorno divenne un giorno non lavorativo, con lo scopo di radunare i lavoratori al regime di Vichy. Fu in questo periodo che il termine Festa del Lavoro sostituì la Festa dei Lavoratori, considerata troppo politica. Nel 1947, la misura fu ripresa dal governo dopo la Liberazione. Da allora, il 1° maggio è un giorno festivo retribuito per tutti i lavoratori nel codice del lavoro.

In Italia, subito dopo la notizia dell’assassinio dei leader anarchici a Chicago nel 1888, i livornesi si rivoltarono prima contro le navi americane ancorate nel porto e poi contro la sede della polizia, dove si diceva si fosse rifugiato il console americano.

Tra i primi documenti della festa girati in Italia, il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentario. Una magnifica manifestazione per il 1° maggio 1913 ad Andria indetta dalle classi lavoratrici, che riporta la festa in sette inquadrature, e si può così vedere il corteo che si snoda per le strade affollate della città: gli uomini tutti con il cappello, seguono con qualche bandiera la banda che suona.

In Italia, la festa fu soppressa durante il periodo fascista – che preferiva celebrare la Festa del Lavoro italiano il 21 aprile, la data del Natale di Roma, il giorno in cui si supponeva fosse stata fondata Roma – ma fu ripristinata poco dopo la fine della guerra, nel 1945.

Nel 1947 si festeggiò a Portella della Ginestra (PA), quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori del partito, uccidendone undici e ferendone cinquanta. Questo evento è passato alla storia come il massacro di Portella della Ginestra.

Dal 1990, i sindacati italiani CGIL, CISL e UIL, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano ogni anno un concerto per celebrare il Primo Maggio alla presenza di centinaia di migliaia di persone. 

Foto dal web

Giusy Valerio

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