La polizia ha scoperto una festa abusiva in un hotel, i 27 invitati saranno multati

Alla Polizia arriva una chiamata anonima. A poche ore dal conto alla rovescia e con l’Italia intera in lockdown, il rischio di incidenti o illeciti avrebbe dovuto essere nullo. O quasi. Sì, perché il segnalatore ha denunciato agli agenti un veglione clandestino, rovinando letteralmente la festa ai “delinquenti”. 

Nel ristorante di un albergo 27 persone ballavano, cantavano e si divertivano esattamente come il 31 dicembre 2019, quando festeggiare in gruppo non era assimilabile ad una rapina in banca. Insomma, struttura ed ospiti hanno creato una sorta di universo parallelo nel quale la pandemia non esiste. Niente rischio di contagio, norme restrittive o coprifuoco, mentre il resto del Paese magari videochiamava i propri affetti per sentirsi meno solo. Le Forze dell’ordine sono intervenute sul posto intorno alle 22:30, chiudendo le danze. Ora sia l’hotel che le persone colte in flagrante di reato verranno multate, si spera amaramente. 

Fatta la legge, trovato l’inganno: gli alberghi, a differenza dei ristoranti, secondo l’ultimo DPCM possono restare aperti durante i “giorni rossi” italiani, a patto che i clienti restino nelle proprie camere, anche per cenare. Magari il proprietario della struttura in questione non aveva ben inteso il significato del testo legislativo. Considerando la complessità dei decreti che Conte invano tenta di spiegare via TV, l’ipotesi non è del tutto escludibile. Resta comunque il carattere abusivo del veglione. Certo, paragonare una festa ad un illecito perseguibile penalmente rende la situazione paradossale, a tratti tragicomica. Eppure è la realtà in cui ormai viviamo da un anno.

L’episodio ad una prima lettura fa anche sorridere, ma c’è da piangere. È l’ennesima conferma della stupidità umana, dell’incapacità di alcuni di rinunciare ad un bisogno individuale per il bene collettivo. Ancora una volta si è dimostrato quanto irrazionale e incosciente possa essere una persona, capace di fregarsene delle norme pur di festeggiare la fine dell’anno come ha sempre fatto. Solo che, questa volta, le conseguenze potrebbero manifestarsi in una terapia intensiva. 

La voglia di evadere dalla drammatica situazione in cui il mondo intero verte, carattere che ha reso il 2020 protagonista dei futuri libri di storia, è comprensibile. Fa male dover rinunciare alle proprie abitudini, vedersi limitate libertà ed azioni un tempo date per scontate. Non è stato e non sarà facile restare calmi e rispettare le prerogative che ci vengono imposte dall’alto per poter uscire quanto prima dall’incubo che stiamo vivendo ad occhi aperti. Tutti ci sentiamo privati di tempo che non ci verrà restituito, ma comportarsi da furbetti e cercare di sorvolare le norme non migliorerà la situazione. Eventi come quello accaduto a Roma renderanno solo la strada che porta alla fuoriuscita dal tunnel ancora più lunga, ripida e pericolante. 

Anna Maria Di Nunzio

 

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