L’ironia napoletana sempre pronta anche contro il covid

Che l’ironia napoletana fosse tra le più originali e tempestive al mondo questo lo si è sempre saputo, ed ecco che,  anche da un argomento così devastante come quello del covid e della pandemia, può nascere una forma d’arte.

Nelle ultime settimane, sul web e sui social, è iniziata a circolare una poesia dal titolo alquanto bizzarro ma fortemente significativo e, mai come ora, più coerente che mai.

“Strunz” è il titolo di una poesia scritta da Antonio Manganiello, noto comico partenopeo e speaker radiofonico, protagonista, suo malgrado, essendosi trovato faccia a faccia con il virus.

Sì, perché si tratta di un appello accorato di chi “strunz” ancora non ha ben compreso che, questa, è una storia davvero brutta della nostra vita.

Il virus, infatti, colpisce lo stesso Antonio facendogli provare paure e angosce che lui, fortunatamente, riesce a tenere a bada, anche nei momenti più bui, decidendo di continuare il suo programma radiofonico senza mai comunicare ai suoi ascoltatori di essersi ammalato.

Come lui stesso racconta, il virus ha colpito lui e tutta la sua famiglia poco più di un mese fa e tantissimi sono stati gli attimi in cui ha avuto paura per se stesso e per i suoi “Mi mancava il respiro e mancava anche a mio figlio piccolo”.

Ed è proprio da questa esperienza così drammatica che è nata l’esigenza di “creare”, tipica di chi ha l’estro di trasformare le emozioni in parole.

Ed ecco che nasce “Strunz”: una poesia dedicata proprio a chi, ancora, ha il coraggio di non credere all’aggressività del virus, a chi, “stronzamente” non indossa correttamente la mascherina, a chi infrange le regole e i divieti imposti da chi conosce la verità e l’entità della tragedia che ci sta colpendo.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

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