Fuga rocambolesca da via Colonne alla 219: polvere d’estintore lanciata dal finestrino della Ford Puma, il forte impatto contro il muro dell’acquedotto e il blitz a piedi nelle palazzine popolari
MELITO / GIUGLIANO – Si arricchisce di particolari inediti, ai limiti della trama da film d’azione, il retroscena dell’operazione condotta ieri mattina, 30 settembre 2026, dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania (Sezione Operativa Pronto Impiego). L’intervento, culminato con gli arresti tra le palazzine popolari di Melito, ha rivelato la dinamica spregiudicata utilizzata dai malviventi nel tentativo di assicurarsi l’impunità.
L’allarme è scattato intorno alle 10 lungo via Colonne a Giugliano, quando la pattuglia delle Fiamme Gialle è stata allertata da un passante: all’altezza dell’ufficio postale, alcuni individui con il volto travisato e incappucciati stavano forzando la portiera di un veicolo in sosta. Vista l’auto d’ordinanza, i sospetti sono saliti a bordo di una Ford Puma scappando a tutta velocità in direzione Melito, imboccando via Gioberti.
La trappola della schiuma: l’estintore azionato in corsa
Nel corso dell’inseguimento ad alta tensione, con sirene e lampeggianti spiegati, i fuggitivi hanno messo in atto una mossa tanto singolare quanto pericolosa per la sicurezza stradale. Dal finestrino della Ford Puma in corsa, gli occupanti hanno azionato e spruzzato un estintore, generando un denso e improvviso cloud di schiuma e polvere direttamente contro l’auto di servizio dei militari. Un espediente mirato ad accecare i finanzieri e a guadagnare metri di vantaggio, mettendo a serio rischio l’incolumità degli operanti e degli altri automobilisti di passaggio. Nonostante la ridotta visibilità, i finanzieri non hanno mai perso di vista il mezzo in fuga.
Lo schianto contro il muro dell’acquedotto e la cattura alla «219»
Arrivata a Melito lungo via Salvatore Di Giacomo, la corsa della Ford Puma si è fermata bruscamente: il guidatore ha perso il controllo della vettura, andandosi a schiantare contro il muro dell’acquedotto comunale. Abbandonato l’autoveicolo incidentato, i tre occupanti si sono dati a una precipitosa fuga a piedi, cercando riparo nelle cosiddette palazzine popolari del rione «219», in via Madrid. I finanzieri si sono lanciati all’inseguimento appiedato tra i lotti di edilizia popolare, riuscendo a sbarrare la strada e ad arrestare due dei malviventi, mentre un terzo soggetto è riuscito a fuggire.
Gomitiere, guanti e borsa a tracolla: l’equipaggiamento del colpo
Al momento del fermo e della perquisizione personale, uno degli arrestati si presentava bardato di tutto punto per l’azione criminale: indossava una tuta nera, una t-shirt scura a maniche corte, un berretto nero calato sulla testa, guanti da lavoro e perfino fasce elastiche protettive lungo i gomiti. Con sé aveva anche una borsa a tracolla, finita sotto sequestro insieme al materiale da scasso.












