Alcuni stralci della relazione che ha sancito il commissariamento dell’ente: gravi i riscontri dei tecnici della Prefettura. Qui alcuni temi che Melitonline approfondirà nelle prossime ore

“I contenuti delle relazioni della commissione di indagine e del prefetto di Napoli hanno evidenziato, oltre alla sussistenza dei concreti, univoci e rilevanti elementi richiesti dall’art. 143. comma 1 del decreto legislativo n. 267/2000, una grave mala gestio della cosa pubblica. Una marcata assenza di legalità dell’azione amministrative ed uno stato di precarietà degli uffici comunali. Tali elementi, volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali, hanno determinato lo svilimento e la perdita di credibilitá dell’ístituzione locale, nonché un degli interessi della collettività, rendendo necessario l’intervento dello Stato per assicurare la riconduzione dell’ente alla Iegalità”. 

E’ un quadro gravissimo e compromesso quello che emerge dalla relazione della prefettura di Napoli, firmata dal Ministro Matteo Piantedosi, che ha sancito il commissariamento straordinario del Comune di Melito. Non solo rapporti consolidati, scambi di “favori” e compravendita di voti, ma anche azioni “non intraprese” per ripristino di legalità e/o riscossione di crediti vantati dal Comune. Tra i tanti esempi riscontrati dai tecnici della Prefettura di Napoli figurano il cimitero, gli alloggi dei due rioni ex lege 219 e il mercato ortofrutticolo: temi presi in carico dal Commissario Straordinario Francesco Antonio Cappetta.

“Sebbene il processo di ripristino della legalità nell’attività del comune sia già iniziato con la gestione provvisoria dell’ente affidata al commissario straordinario – si legge nella relazione -, in considerazione dei fatti suesposti e per garantier il completo affrancamento dalle influenze della criminalità, si ritiene, comunque, necessaria la nomina della commissione straordinaria anche per scongiurare il pericolo che la capacitá pervuasiva delle organizzazioni criminali possa di nuovo esprimersi in occasione delle prossime consultazioni amministrative. L’arco temporale più lungo previsto dalia vigente normativa per la gestione straordinaria consente anche l’avvio di iniziative e di interventi programmatori che, più incisivamente, favoriscono un risanamento dell’ente”. 

L’intreccio

In un altro passaggio del documento che ha sancito lo scioglimento e il commissariamento dell’ente si legge: “I contenuti dell’ordinanza emessa dal giudice del riesame evidenziano come il sindaco di Melito di Napoli abbia accettato la promessa di un esponente del locale clan camorristico di procurare per il ballottaggio “i voti degli appartenenti al clan, dei soggeni ad essi legati e dei residenti del rione popolare destinatari di pressioni e intimidazioni in cambio dell’erogazione a ciascuno di loro di somme di denaro non meglio accertate e di altre utilità” e quindi come proprio “in conseguenza di ciò era stato eletto sindaco del comune di Melito”.

N.M. 

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