Il Consiglio dei Ministri è intervenuto dopo i gravi condizionamenti del voto nel 2021: appuntamenti elettorali sospesi per almeno 18 mesi. Amministrazione affidata a Commissione Straordinaria

Il comune di Melito è stato sciolto a causa di infiltrazioni della criminalità organizzata. Al termine di un iter lungo dieci mesi, il Consiglio dei Ministri, riunitosi questo pomeriggio, ha siglato, su indicazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, lo scioglimento del comune di Melito per infiltrazione mafiosa. In seguito all’invio della commissione d’accesso, decisa dall’ex prefetto di Napoli Claudio Palomba nel maggio del 2023, oggi il Consiglio dei Ministri ha chiuso un capitolo aperto nell’aprile scorso quando un’inchiesta della Dia, la Direzione Investigativa Antimafia, ha portato all’arresto di 18 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di scambio elettorale politico mafioso, attentati ai diritti politici del cittadino, associazione di tipo mafioso, corruzione, concorso esterno in associazione mafiosa e tentata estorsione.

Tra i destinatari delle misure cautelari figurarono l’ex sindaco di centrodestra – sostenuto dal civiche e Fratelli d’Italia – Luciano Mottola, poi dimessosi, il presidente del consiglio comunale Rocco Marrone, altri due consiglieri comunali ed esponenti vicini alle liste e ai candidati delle amministrative 2021 di due dei tre contendenti alla carica di primo cittadino. Gli indagati sono tuttora in attesa di giudizio.

Commissione Straordinaria

Temporaneamente affidata al commissario prefettizio Francesco Antonio Cappetta, la gestione del Comune sarà delegata per diciotto mesi a una commissione straordinaria, come previsto dall’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Questa misura straordinaria è stata adottata per ripristinare l’efficienza e l’integrità nell’amministrazione locale, contrastando l’influenza mafiosa. Nelle prossime ore conosceremo le motivazioni addotte dalla commissione d’accesso al Prefetto prima e al ministero. Non si esclude l’adozione di nuove misure o l’apertura di nuovi filoni d’indagine.

Il secondo scioglimento in meno di 20 anni

Per Melito si tratta del secondo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata dopo l’analogo provvedimento del 22 dicembre 2005 nei confronti dell’amministrazione di centrosinistra guidata da Giampiero Di Gennaro, poi risultato estraneo ad ogni coinvolgimento.

Salta dunque l’appuntamento elettorale previsto per i giorni 8 e 9 giugno. L’elezione del nuovo consiglio comunale e del nuovo sindaco slitta all’autonno del 2025 o, con ogni probabilità, alla primavera del 2026. 

Nicola Marrone

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