Nessuna politica strategica e investimenti ridicoli per avviare i giovani al mondo del lavoro

 

Si dice sempre che i giovani siano il futuro del domani ma che, purtroppo, in Italia ci sia una “fuga di cervelli”.

Sì, proprio così: una fuga di cervelli. Giovani che scappano dall’Italia per trovare un futuro migliore, un futuro senza lavoro sottopagato, un futuro con tutti gli annessi e connessi, un futuro sopra le proprie aspettative. 

Noi giovani siamo “troppi” ma, soprattutto, siamo considerati solo numeri: matricole, voti e quantità.

Siamo tirocinanti non pagati, con i sogni che, probabilmente, resteranno in un cassetto; siamo precari, se non siamo disoccupati. 

Nonostante ciò, siamo considerati il futuro, un futuro privato dei propri sogni ma, ancor più grave, senza denaro.

Con Next Generation, il programma per rimediare ai danni del Covid-19, il Governo vuole investire per il futuro del nostro Paese eppure sta scegliendo, ancora una volta, di non investire nel suo futuro, i giovani: dalla prima versione del piano che è trapelata qualche giorno fa, per “giovani e politiche del lavoro” l’Italia investirà solo l’1% dei fondi europei. UNO PER CENTO.

Una percentuale minuscola, minima sarebbe un eufemismo, per una nazione in cui la percentuale di giovani che decide di non studiare e che, purtroppo, non lavora è ancor più bassa.

Sarebbe necessario, almeno, un 10% per facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro – con tirocini retribuiti, detrazioni fiscali per assunzioni, bonus per apprendistato e servizio civile; orientare e formare 300.000 giovani ai nostri nuovi (e richiesti) mestieri – con percorsi di formazione qualificanti su digitale e transizione, istituzione di un portale digitale con risorse di formazione sui lavori del futuro; reinserire professionalmente 350.000 giovani che attualmente non studiano né lavorano – con borse di studio e lavoro, corsi professionalizzanti su misura, istituzione di uno sportello per il career coaching e il reinserimento.

Next Generation è un investimento storico, che potrebbe far ripartire l’Italia anche attraverso i giovani, fermando, finalmente, la fuga di cervelli in un Paese, ormai vecchio.

Next Generation potrebbe investire per la prima volta nell’Italia del domani ma, purtroppo, i giovani sono l’ultima ruota del carro, così come gli universitari nella scala di importanza durante i DPCM Covid-19.

Laura Barbato

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