Meno del 10% degli italiani  ha scaricato l’app Immuni

Sembra che gli italiani hanno deciso di non scaricare l’app Immuni.

Il primo giugno 2020 è stata resa disponibile sul Play Store e sull’App Store, l’app “Immuni”.

Dopo averla scaricata, bisogna dichiarare di avere almeno 14 anni e inserire la provincia e la Regione di provenienza.

Attraverso il Bluetooth, l’App registra gli incontri ma non la posizione: se, ad esempio, incontri Andrea (nome di fantasia) che risulta positivo e ha l’app, verrai avvisato di essere stato a contatto con un caso positivo e, subito, sarai messo in contatto con i sanitari.

Tutti i cellulari degli utenti che sono stati a contatto con Andrea, saranno notificati.

A partire dall’8 giugno l’App è stata utilizzata a pieno regime, da parte dei sanitari, in Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia.

L’applicazione, inoltre, segue tutte le norme sulla privacy e solo il server sa quante notifiche sono state inviate e in quali giorni sono avvenuti gli incontri a rischio: queste informazioni aiutano gli epidemiologi a tracciare eventuli nuove zone rosse. 

I motivi per cui, però, gli italiani non si fidano dell’App Immuni potrebbero essere molteplici ma quello più convincente sarebbe quello di non sapere esattamente cosa fare nel caso in cui si scoprisse di essere stati a contatto con una persona positiva.

Durante il lockdown e, soprattutto dopo, tantissime persone hanno riscontrato problemi relativi all’ansia e alla paranoia e, probabilmente, è stato anche questo a far risultare un vero flop l’app Immuni.

I download risultano essere 5.5 milioni, un numero altissimo ma non in relazione con il numero di abitanti italiani, che supera i 60 milioni: il totale dei download è, quindi, solo del 10% degli italiani; basterebbe il 15% per avere risultati importanti.

Immuni

Inoltre, solo 155 utenti avrebbero dichiarato la propria positivi attraverso l’applicazione Immuni.

La causa di tale fallimento potrebbe essere stata una scarsa pubblicizzazione del prodotto o, addirittura, la mancata spiegazione dello stesso.

Al momento l’applicazione ha bloccato 7 focolai ma se tutti, o almeno la maggior parte, contribuissero al corretto funzionamento dell’app, si potrebbero ridurre al minimo i contagi ma sembra che gli italiani hanno deciso di non scaricare l’app Immuni.

Laura Barbato

 

 

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