Campionato “stregato” per gli azzurri del Napoli anche con l’Udinese non vince

Nemmeno Udine porta bene al Napoli quest’anno. Altra vittoria buttata alle ortiche nei minuti finale (91esimo, per l’esattezza) ed ennesimo rimpianto di una stagione dove non esiste nemmeno un dettaglio di positivo.

La cronaca della gara è la solita. Primo tempo con possesso palla infinito degli uomini di Calzona e zero tiri in porta.

Nel secondo tempo Osimhen decide che è tempo di fare gol. Terzo tempo su cross di Politano e stacco da attaccante vero. 1 a 0. Da quel momento il Napoli gioca un secondo tempo di buona fattura. Pressa, crea, si muove bene, vince contrasti (rarità da queste parti) e segna pure il raddoppio sempre con Osimhen annullato per il ginocchio in fuorigioco. Iniziano le sostituzioni (poche, visti il Napoli in emergenza senza Kvaratskhelia, Zielinski, Raspadori ed anche per la solita allergia di Calzona ai 5 cambi) ed il Napoli abbassa il ritmo. Ma l’Udinese di Cannavaro non dà mai l’impressione di essere pericolosa fino al cross innocuo del suo terzino. Palla in area, stacco a sovrastare Olivera e Success, che non segnava da un anno (così come Cerri dell’Empoli e Abraham della Roma) stoppa, avanza, si gira, tira e fa gol. Tutto sotto gli occhi inermi, sequestrati dei campioni d’Italia che furono.

Lobotka, il migliore in campo dei 22, si sdraia a terra un anno dopo Zielinski. Quel gesto decretò lo scudetto dopo 33 anni. Questo l’inizio, si spera, di una rivoluzione con pochi eguali nel calcio moderno.

Calzona prende gol per l’undicesima gara di fila, portando la sua media punti a 1.36 in 11 gare. Leggermente meglio di Walter Mazzarri fermo a 1.25 (disastro assoluto), mentre resiste al primo posto il vituperato Rudi Garcia, a 1.75 per media punti. Se volessimo vedere la matematica (anche se ci rendiamo conto che il calcio vive di variabili diverse) gli azzurri oggi col francese starebbe in zona champions o leggermente distante. Oggi no.

Il Napoli non fa altro che attendere inerme la fine del campionato che avverrà tra 3 domenica. Altri 20 giorni di agonia per il campionato più brutto degli ultimi 15 anni. Un disastro di cui si poteva fare a meno ma che si spera possa servire a non commettere più gli errori.

Il Napoli ma soprattutto Aurelio De Laurentiis non dimentichino mai questo campionato. Anzi, il presidente faccia un vademecum dal titolo “tutto ciò che non deve essere fatto”, lo stampi e lo appenda alle pareti di Castelvolturno. Cosicché tutti possano vedere. Soprattutto lui.

Domenica al Maradona arriva il Bologna di Thiago Motta, sorpresa del campionato. Proprio quel Motta contattato per primo ma che rifiutò la proposta di De Laurentiis. L’inizio di una serie di scelte sbagliate.

L’unica notizia positiva, come domenica scorsa, è che manca una gara in meno per la fine del campionato.

Vincenzo Barretta

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