Il professor Giuliano Testa ha 56 anni ed è padovano e per le sue eccellenti doti e la sua professionalità è stato considerato dal Time tra le 100 persone più influenti al mondo, tanto da meritare il nome di “Maradona dei Trapianti”.

Ha una storia costellata di successi, oggi lavora presso il Baylor Medical Center di Dallas, ha effettuato innumerevoli trapianti di organi diversi restituendo una nuova speranza a tantissimi malati, lavorando ad interventi d’avanguardia come un trapianto d’utero su una donna, alla quale le era stato detto, in età adolescenziale, che non poteva dare alla luce bambini. Dopo il miracoloso trapianto ha avuto un figlio. Un’operazione che lo ha reso molto famoso.

 La donna, che vuole restare anonima, ha dichiarato al giornalista di Fanpage: “Quando ero adolescente mi dissero che non avrei mai avuto un figlio. Mi era infatti stata diagnosticata la sindrome di “Rokitansky” che significava che ero nata senza utero – racconta la donna – poi nel 2016 ho incontrato il dottor Giuliano Testa, esperto in trapianti di reni e fegato del Baylor University Medical Center di Dallas. Aveva riunito un team di esperti per una sperimentazione clinica innovativa e io ero una delle 10 donne selezionate per partecipare. Alcuni mesi dopo ho ottenuto un trapianto di utero funzionante, il primo negli Stati Uniti. L’esperienza non è stata tutta in discesa. Ma in tutto ciò il dottor Testa si è dimostrato un pilastro di forza e sicurezza e la sua fiducia era contagiosa. Lo scorso novembre ho partorito un bellissimo e sano bambino. Mentre lo stringevo tra le braccia ho incrociato lo sguardo del dottor Testa. Aveva lavorato così duramente per ottenere quel risultato, non solo per me ma per milioni di persone alle quali è stato detto che non sarebbero mai diventati genitori perché la gravidanza era impossibile. È stato l’onore della mia vita essere una piccola parte del suo miracolo”.

Il Professor Testa ha anche rilasciato un’intervita alla rivista “Pensare per la Professione” durante la quale ha raccontato della sua carriera in America e di come ha affrontato le diverse difficoltà lavorative grazie alla sua caparbietà cercando di allontanare ogni pregiudizio e di lavorare imparando e contribuendo al bene dei pazienti.

Dopo vari rifiuti, come ha dichiarato in diverse interviste il professore “non era pronto per combattere ma voleva ancora costruire il suo avvenire per tornare non come chirurgo ma come capo”. Ora ha deciso di accettare una proposta in Italia, dopo molti anni e dopo aver vinto un concorso a Napoli presso l’azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli dove comincerà ad operare solo a partire da luglio.

Insomma, questa eccellenza medica presto sarà a Napoli. E questo non può che rendere orgogliosi tutti, napoletani e italiani. Una gran bella opportunità per l’ospedale partenopeo.

Teresa Barbato

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