“Melito merita una guida salda,  solida e duratura”

Da un po’ di tempo a questa parte, Melito non attraversa uno dei momenti più felici della sua storia. Lo dimostrano i veleni emersi durante l’ultima seduta del consiglio comunale sul bilancio caratterizzata da alchimie e mandrakate. Con annessi ricorsi e controricorsi a Prefettura e Procura. Lo conferma -ancora- il clima di tensione che la pandemia ha provocato anche nella nostra città, con una crisi economica che investe tutti i settori produttivi  e l’incapacità di una certa politica non ha fatto altro che accrescere questi disagi. Con il nuovo anno, dunque, si deve voltare pagina. Realmente. Sul serio e senza bluff.

Nel 2021, Melito merita una guida salda,  solida e duratura. Tutto è nelle mani dei cittadini, la rappresentanza comunale parte da noi, dalla consapevolezza al voto, informiamoci su chi votare, informiamoci su chi si propone di rappresentarci e con quale spirito lo fa! Proviamo per una volta a superare i pregiudizi… iniziamo a credere in una costruzione concreta scevra dai personalismi. Iniziamo a credere ai progetti e alla loro concretezza.

Mi auguro che si possano porre le basi per dare alla città, nella sua interezza, uno scatto, uno scossone. Qui servirebbe una rivoluzione, culturale. E sociale.

No, non è una frase fatta, lo penso, da sempre. Siamo la causa dei nostri mali, purtroppo.

Melito è più cose, è più “spezzoni di città” che non parlano tra loro, si guardano in cagnesco ed ognuna è convinta che sia lei la vera città, quella depositaria della verità. Già provare a costruire un dialogo con la cittadinanza sarebbe un grande risultato.

Il rinnovato protagonismo della società civile è un bene ma a patto che essi, come auspicava Tocqueville, non si limitino alla denuncia. Ecco, serve una società civile che, per così dire, si sporchi le mani. Una città cresce se diventa rete. Per non parlare del nostro “Melitocentrismo”. Un valore, certo, ma talvolta anche un limite. So che sembrerà strano, ma oltre le Colonne, c’è altro. Dovremmo lavorare su questo, è un mio pensiero, sindacabile ovvio, come tutte le cose che dico, non ho il verbo, nessuno ha il verbo.

Grazie a chi ci ha provato. Grazie a chi ci prova ogni giorno. Grazie a chi ci proverà non solo per concorrere ad una cosa importante, importantissima oserei dire, ma grazie a chi continuerà a fare anche piccole cose che son quelle che fan grande una comunità. Dimenticavo, comunità: dovremmo inserire nel nostro vocabolario anche questa parola. E usarla come pietra angolare su cui costruire il nostro futuro. Solo allora il domani ci  apparterrà.

Marcello Curzio

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