La storia della festa di Halloween

 

 

La festa di Halloween è una ricorrenza molto amata dai bambini di tutto il mondo ma che ogni anno in Italia scatena idee contrastanti e, soprattutto, significati ambigui.

In realtà questa celebrazione ha origini molto antiche: furono, infatti, le popolazioni celtiche a dar vita a questa festa ed è soltanto nel XX secolo che ha assunto forme macabre e, soprattutto, commerciali.

Molti studiosi rintracciano l’origine della festa di Halloween nella festa romana dedicata a Pomona, dea dei frutti e dei semi o nella festa dei morti chiamata Parentalia, ma la festa di Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain. 

Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico, deriva dall’antico irlandese e significa approssimativamente “fine dell’estate”.

Nell’840, sotto papa Gregorio IV, la Chiesa cattolica istituì ufficialmente la festa di Ognissanti per il 1º novembre: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica.

Secondo l’Oxford Dictionary of English Folklore:“Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e in quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c’è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane”.

L’associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi in un periodo successivo, e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre.

Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica.

Negli USA, a partire dalla metà dell’Ottocento, la festa si diffuse (specialmente a causa dell’immigrazione irlandese) fino a diventare, nel secolo XX, una delle principali festività statunitensi.

Negli ultimi anni del secolo la festività di Halloween ha assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Festeggiamenti che durano interi weekend sono ormai tipici in tutti gli Stati di influenza anglofona.

Così in USA, Irlanda, Australia e Regno Unito, Halloween viene festeggiato come una “festa del costume”, dove party in maschera e festeggiamenti tematici superano il tipico valore tradizionale del “dolcetto o scherzetto”, per dar vita a una nuova tradizione di divertimento, caratteristica di una gioventù cresciuta.

Il termine Halloween deriva da “All Hallows’ Eve” (Notte di tutti gli spiriti sacri) ma, secondo alcuni studiosi, l’origine del nome va ricercata anche nella storia di Jack O’ Lantern, personaggio condannato dal Diavolo a vagare di notte alla luce di una candela, incastrata all’interno di una zucca intagliata: in inglese, infatti, to hallow significa proprio intagliare, scavare.

Ma chi era Jack O’ Lantern?

Esistono molte varianti riguardo alla leggenda di “Jack-o’-Lantern”.

La più diffusa e conosciuta è comunque quella di derivazione irlandese:

Jack, un fabbro astuto, avaro e ubriacone, una sera al pub incontrò il diavolo. A causa del suo stato d’ebbrezza, la sua anima era quasi nelle mani del demonio, ma astutamente Jack chiese al demonio di trasformarsi in una moneta, promettendogli la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Jack mise poi rapidamente il diavolo nel suo borsello, accanto ad una croce d’argento, cosicché il demonio non potesse ritrasformarsi. Per farsi liberare il diavolo gli promise che non si sarebbe preso la sua anima nei successivi dieci anni e Jack lo lasciò andare.

Dieci anni più tardi, il diavolo si presentò nuovamente e questa volta Jack gli chiese di raccogliere una mela da un albero prima di prendersi la sua anima. Al fine di impedire che il diavolo discendesse dal ramo, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, il diavolo avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack.

Durante la propria vita Jack commise però così tanti peccati che, quando morì, fu rifiutato dal Paradiso e presentatosi all’Inferno, venne scacciato dal diavolo che gli ricordò il patto, ben felice di lasciarlo errare come un’anima tormentata. All’osservazione che fosse freddo e buio, il diavolo gli tirò un tizzone ardente, che Jack posizionò all’interno di una rapa intagliata che aveva con sé. Cominciò, così, da quel momento a vagare senza tregua alla ricerca di un luogo in cui riposarsi.

Da allora, nella notte di Halloween, aguzzando bene la vista, potreste vedere una fiammella vagare nell’oscurità alla ricerca della strada di casa: la fiammella di Jack.

 

Trick or treat? Da dove nasce l’usanza del “dolcetto o scherzetto?”

Nella notte di Halloween i bambini si divertono a mascherarsi e ad andare in giro chiedendo dolci, caramelle o qualche spicciolo. 

La domanda è:”Dolcetto o scherzetto?”, “Trick or treat?”: la parola “scherzetto” è la traduzione dall’inglese trick, una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà, se non viene dato alcun dolcetto (treat).

Esiste una filastrocca inglese insegnata ai bambini delle elementari su questa usanza: “Trick or treat, smell my feet, give me something good to eat”.

La pratica di mascherarsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardomedievale dell’elemosina, quando la gente povera andava di porta in porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre).

Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna, sebbene pratiche simili per le anime dei morti si rinvengano anche in Sud Italia.

 

 

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