La nostra redazione ha voluto chiedere alla Dottoressa Immacolata Dell’Aversana, psicologa attiva sul territorio melitese già da diverso tempo, un parere sullo stato emotivo che stiamo vivendo in questo periodo e di come poter evitare di sprofondare in uno stato di depressione.

Di seguito il parere della Psicologa.

La natura umana è caratterizzata da razionalità ed emotività. Nonostante l’essere umano si sforzi di essere razionale, le emozioni giocano un ruolo fondamentale.
Una delle reazioni più tipiche in questo momento così importante che tutti noi stiamo vivendo ossia quello del coronavirus, è sperimentare la paura, emozione primaria, fondamentale per la nostra difesa e sopravvivenza.
Se non riusciamo a gestirla, rischiamo di attuare comportamenti impulsivi e irrazionali passando facilmente al panico con conseguenti attacchi psicosomatici o all’ansia generalizzata.
L’uomo, per natura, non riesce a reggere situazioni di allerta o tensione per un lungo tempo rischiando così di stazionare in situazioni stressanti in modo continuativo.
In alcuni soggetti si sviluppa poi una situazione di ipocondria, intesa come tendenza a eccessiva preoccupazione per il proprio stato di salute percependo ogni minimo sintomo come un segnale inequivocabile di infezione da Coronavirus.
In alcuni casi, fortunatamente limitati,  può addirittura emergere una situazione di odio su coloro che hanno potuto trasmettere il virus, italiani o stranieri. Questo avviene perché l’uomo necessita di trovare sempre un presunto colpevole.
Una limitata dose di paura e allerta sono necessarie per potersi attivare senza perdere di lucidità. È importante seguire quanto consigliato dalle autorità sanitarie, quei pochi consigli possono fare la differenza in un clima di tanta incertezza, basti pensare all’affollamento dei supermercati scatenando così una vera e propria psicosi che ha portato a molteplici effetti negativi, come ad esempio la concentrazione di parecchie persone in spazi chiusi con la possibilità di favorire la diffusione del virus oppure la possibilità che non tutti gli alimenti di prima necessità fossero disponibili. Un altro esempio che posso fare è la corsa alle mascherine, scelta non logica ma emotiva che anch’essa può favorire la diffusione del contagio per la calca di persone che essa comporta.
Il periodo di quarantena, visto secondo un’ottica diversa, può essere uno strumento per investire su nuove attività o su quelle attività che non permettevano di essere coltivate a causa della vita frenetica che ognuno di noi fino qualche giorno fa conduceva .
Inoltre le tanto demonizzate nuove tecnologie, in particolare i social, in questo momento, se ben utilizzati, possono essere molto utili permettendo di evitare il senso di isolamento e solitudine. Contestualmente hanno favorito la creatività di tante persone che hanno creato diversi video con un duplice scopo ossia quello di esorcizzare la paura e lanciare il messaggio che #andràtuttobene. Ovviamente questi comportamenti tendono a rimuovere temporaneamente lo stato ansiogeno che si sta vivendo. Un altro aspetto positivo è la riscoperta di quei valori che erano andati persi: i legami familiari e l’amicizia. Le famiglie stanno vivendo momenti che avevano dimenticato a causa del troppo stress e forse, stavolta, si sta prestando più attenzione al vissuto altrui e alla conoscenza di se stesso migliorando aspetti che in altre circostanze potevano essere estremamente difficili da modificare.
Concludo col dire che se riusciamo a trarre gli aspetti positivi di una situazione così difficile, sicuramente diventeremo persone migliori che avranno uno sguardo più aperto all’altro e al mondo esterno.

Dott.ssa Immacolata Dell’Aversana
Psicologa e Mediatrice familiare.

Commenti

commenti