Il noto cantante napoletano minaccia di lasciare il Paese

Mentre si trovava sull’aliscafo Procida-Napoli, Sal Da Vinci sarebbe stato protagonista di una furiosa lite finita tra pugni e sberle: la sua unica colpa sarebbe stata quella di difendere la sua collega, nonché amica, Fatima Trotta.

Secondo quanto raccontato dal cantante, l’aggressore, una persona molto conosciuta che lavora a Procida, si era rivolto ad alcune donne in malo modo perché non voleva che si occupasse il vano bagagli, visto che lì si sarebbe dovuto appoggiare un vassoio con i pasticcini.

In tutta risposta, Sal avrebbe detto che in quel modo non ci si dovrebbe comportare e, a quel punto, è avvenuta l’aggressione: l’aggressore gli avrebbe tirato un pugno alla mandibola e poi alla pancia, mentre la moglie del cantante cercava di tirar via il marito dalle “botte” ma, purtroppo, ne è rimasto vittima anche il figlio che ha riportato solo una lieve tumefazione al labbro.

L’artista partenopeo chiede giustizia, e arriva a immaginarsi lontano dall’Italia nel caso dovesse risolversi tutto in una bolla di sapone. “La cosa brutta è che se non fosse stata per la gente dell’aliscafo che lo ha fermato chissà come finiva – va avanti – Quest’uomo è arrivato a minacciarmi, dicendo di sapere chi sono e dove abito. Lo schiaffo me lo dai tu e te lo do io, ma la minaccia non la tollero. E se la giustizia non prenderà provvedimenti a proposito di questa persona, io lascerò questo Paese, perché vorrà dire che io non posso più vivere in un posto così. Io sono un passionale, sono rimasto a vivere nella mia città con la mia famiglia e canto Napoli in giro per il mondo, però se i violenti possono fare quello che vogliono allora vuol dire che devo andare via, perché non sono un violento e non voglio esserlo“.

Adesso – conclude il cantante – desidero solo giustizia, legalità. Mi sento di essere sempre stato negli anni un propulsore della legalità, in essa ho investito, insieme alla mia famiglia. Se non si va in questa direzione e la gente non viene punita per quello che fa, allora non è giusto. Io ho tanta fiducia nella giustizia, ma se non si prendono provvedimenti per un episodio simile allora meglio andarsene dall’Italia, vuol dire che qui non si può più vivere“.

Il Comune di Procida in una nota ha intanto espresso “solidarietà all’artista Sal Da Vinci, alla sua famiglia, a Fatima Trotta e a tutto il gruppo di lavoro. L’episodio occorso questa mattina all’imbarco per Napoli segna purtroppo negativamente la sua partenza dopo una permanenza assai gradita sull’isola che tanto lo ha apprezzato come artista e come uomo. La comunità di Procida gli è vicina e condanna tutte le forme di violenza che sono lontane dal suo vissuto di territorio accogliente“.

 

Commenti

commenti