Caracalla collaborava con la giustizia da 2 anni

 

Nell’estate di due anni fa, Caracallo si presentò alla Caserma dei Carabinieri di Giugliano chiedendo protezione, autoaccusandosi di estorsioni e omicidi commessi dall’inizio degli anni ’90.

Le sue dichiarazioni hanno fatto rimanere in cerere due “pezzi grossi” che avrebbero guidato e continuato a guidare, in caso di scarcerazione, la cosca dei Carlantonio: Michele Olimpio alias ‘o bumbularo e Francesco Napolitano, accusati del “cold case” dell’omicidio di Mario Di Lorenzo nel ’96.

Dichiarazioni pesanti sono arrivate però anche per l’omicidio di Vincenzo Pollastro del ’98, i fratelli D’Alterio, e il delitto dell’imprenditore Autuori nel Salernitano.

Il pentito è stato dichiarato morto lo scorso 23 giugno, attraverso una nota del Servizio Centrale di Protezione che richiedeva la messa in protezione della figlioletta.

La sua morte, però, ha destato sospetti tra i cittadini, gli investigatori e gli avvocati poiché sul suo profilo social è comparsa una foto con la sua compagna, abbracciati e sorridenti, probabilmente nella città dove sono “protetti”.

Secondo gli inquirenti, la sua morte sarebbe un “pretesto” per cambiare identità.

Laura Barbato

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