Ormai non ci sono più posti all’ospedale di Giugliano

Tutti occupati i posti dedicati all’emergenza Covid nell’ospedale San Giuliano di Giugliano.

Quindici erano le disponibilità e quindici sono le persone ricoverate. Di queste quindici, sette sono sottoposte alla ventilazione attraverso il casco NIV.

L’emergenza più preoccupante, però, resta quella legata ai numerosi casi di positività tra i medici e gli infermieri dello stesso ospedale.

Problemi anche in tutti gli altri reparti, nei quali paradossalmente sono stati ricoverati pazienti risultati dapprima negativi al sierologico e poi positivi al tampone.

Stessa analoga situazione anche in altri reparti come quello di ortopedia.

Non escluso nemmeno il pronto soccorso dove i pazienti positivi sono costretti a stazionare nell’area OBI (osservazione breve intensiva), nell’attesa che venga fuori la disponibilità di qualche posto anche in altri ospedali.

Tutte le sigle sindacali, a gran voce, si starebbero muovendo per creare nuove opzioni di ricettività.

Ieri hanno anche inviato una nota all’ASL Napoli 2 Nord nella quale chiedono diverse cose: “Le scriventi organizzazioni sindacali in riferimento alle emergenze Covid che investe la Asl Napoli 2 Nord che in pochi giorni sono stati rilevati molti positivi al coronavirus, di professionisti sia sanitari che amministrativi negli ospedali, nei servizi centrali, sul territorio, determinando la chiusura di alcuni distretti sanitari e di conseguenza una grande difficoltà nel assicurare l’assistenza cittadini – su legge – pertanto nei presidi ospedalieri, distretti sanitari, dipartimenti, servizi di emergenza territoriali 118, salute mentale, Rsa, hospice sono al collasso per carenza di personale medico, infermieristico, Oss., per cui gli operatori sanitari sono sottoposti a un notevole stress psicofisico. Inoltre si segnalano la mancata attuazione dei percorsi e una grave fatica nel garantire turni di lavoro. Pur comprendendo che l’evoluzione epidemica impone una continua reingegnerizzazione dei processi aziendali e che alcune strutture vengono trasformati in reparti covid con personale che viene trasferito da altri reparti in queste divisioni con decorrenza immediata, senza una adeguata formazione, inviando lo stesso allo sbaraglio sguarnendo servizi e reparti d’emergenza giacca carenti, creando ulteriori disagi, tensioni e sgomento tra i lavoratori».

Marianna Di Donna

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