La maggior parte dei cittadini, melitesi e non solo, sono convinti che la scusa di uscire per necessità, vedi in questi giorni il ritiro delle pensioni, sia una sorta di libertà riacquistata: non gli sembra vero, si illuminano gli occhi del pensionato e quelli dell’accompagnatore di turno (una volta dov’erano? Si inventavano mille scuse per non accompagnare il genitore, nonno ecc.). Ora si dicono “siamo senza regole… e vai!!!”, sono contenti.
Le conseguenze di questo modo di fare e di pensare le conosciamo tutti e non sto a ricordarle.

Invece le regole ci sono, eccome. Anzi, proprio in questo momento storico, si credeva o si sperava, fate voi, il riacquistare certi valori civili, educazione e rispetto.
In questo contesto di pandemia diffusa con tutti i risvolti socio economici che ci saranno nel futuro … a maggior ragione le regole che ci sono valgono e vanno rispettate!

Vorrei richiamare l’attenzione su una questione da sempre spinosa nel nostro paese: la fatidica coda alle poste o in altri contesti. Non per rievocare i continui litigi tra gli utenti. Ma ora che dovrebbero disciplinarsi, mettersi in fila e rispettare la distanza come si fa di norma tra persone civili ed educate che succede? Vediamo che si ammassano come branchi di pecore che vanno alla macellazione, senza rendersi conto del pericolo che corrono. Spiace dirlo, coloro che non rispettano le regole emanate dagli Enti preposti per questa pandemia, sono gli anziani, coloro che sono più a rischio e dovrebbero riguardarsi. Ma così non è purtroppo. Della loro età se ne fanno addirittura un alibi, è ignoranza, malaeducazione o cos’altro?

Dunque, la domanda che pongo è: ci sono le regole? Se non si rispettano a chi tocca farle rispettare?

La risposta pare ovvia. Il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Il consiglio comunale – TUTTO – condivide questa responsabilità.

Ebbene, era prevedibile la calca in questi giorni di pensione e di conseguenza davanti agli esercizi commerciali di prima necessità che sono aperti. Ora i soldi li stanno prendendo ne approfitteranno per fare la spesa.

Non è successo ieri e nemmeno stamane, lo faranno da domani in poi?

Queste regole della “quarantena”, sono state scritte con il “fuoco”. Nel senso che tutta la Nazione pagherà caro e amaro le conseguenze di quello che sta accadendo.
Le stesse dovrebbero far parte di una consuetudine consolidata che oltre a rappresentare un ottimo esempio di buona educazione rappresenta un vero salvavita per evitare tutte le zuffe, le polemiche e riguardarsi la salute propria e quella della comunità.
Insomma, la responsabilità del cittadino dovrebbe esistere a prescindere dalla vista di una divisa o di qualcuno preposto al rispetto delle regole. Ma così non è! E allora s’intervenga!

Penso che a tutti noi sia capitato di “sbroccare e incazzarsi” di fronte al misto di ignoranza, arroganza e malaeducazione che caratterizza certi personaggi. Anch’io sono del tipo “toccatemi tutto, ma non prendetemi per fesso” e quindi, se in molti casi riesco a mantenere un minimo di calma e di contegno, di fronte a determinate scene mi sarei trasformato in un troglodita incazzato nero.
Però, coprirsi reciprocamente di insulti non aiuta a migliorare le cose, quando avvengono di queste sceneggiate, si vive un senso di impotenza e insoddisfazione che rovinano completamente la giornata.

Ma allora, se mancano i controlli, cosa si può fare?

Il solo consiglio che posso dare a chi si trovasse in una situazione simile è quello di non rivolgere neppure la parola all’ignorante, maleducato e incivile. Prendete immediatamente in mano il cellulare e di comporre immediatamente il 112, dicendo in modo fermo e chiaro al carabiniere che risponderà: “Buongiorno, mi trovo nel posto XY, in via YZ ho appena ricevuto una minaccia o sta accadendo questa cosa che lede la salute pubblica.

La legge e i tutori dell’ordine hanno il preciso dovere di tutelare la salute pubblica, la nostra serenità, oltre ai nostri normali diritti.
Ormai ci siamo un pò troppo abituati a risolvere le questioni senza chiamare in causa la legge: ma la legge esiste, ed è lì apposta per tutelarci.
Se davvero tutti ne facessimo un uso corretto, il paese, probabilmente, sarebbe un posto più tranquillo e meno preda di incivili, violenti e arroganti.

Tonino Caiazza

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