Don Miguel de Cervantes e il suo collega don William Shakespeare non sono morti tecnicamente lo stesso giorno, il 23 aprile, invano. Se sono schiattati entrambi con una tale precisione nella stessa giornata, noi librai non saremo da meno e non ci lasceremo intimorire. Oggi usciamo a unire libri e lettori anche se il generale Espartero ci bombarda dal castello del Montjuic

 

Il 23 aprile in Cataloga di festeggia Sant Jordi, il santo patrono, e una leggenda lo ricollega agli innamorati, alle rose e ai libri.

Fin dal Medioevo, in tutta la regione gli uomini, durante questa giornata, portano alle donne un fiore e ricevono in cambio un libro, una consuetudine nata dalla leggenda che vuole il santo (allora solo cavaliere) vincitore su un drago feroce, che mangiava belle ragazze.

La leggenda narra che molti secoli fa un drago terrorizzasse i cittadini di Montblanc, un piccolo paese nel sud della Catalogna. Per evitarne gli attacchi feroci, gli abitanti sacrificavano una bella ragazza ogni giorno, fino a quando toccò alla principessa del regno. Proprio quando stava per essere divorata, apparve il cavaliere Sant Jordi che, accoltellato l’animale, salvò la giovane che amava in segreto. Dal sangue del drago subito nacque un roseto, e l’usanza del regalo alle innamorate; più tardi arrivò lo scambio di libri, facendo riferimento a un poema che la principessa scrisse per il suo salvatore. In realtà la festa catalana del libro si celebrava inizialmente in ottobre e solo dopo, nel 1929, unita al San Valentino.

Oggi questa storia si è così diffusa che non sono solo gli innamorati a ricevere il regalo, ma lo si scambia tra famigliari e amici: è diventato un momento unico (e per celebrare l’amore e la cultura, grazie al quale il giorno di Sant Jordi nel 1996 è stato dichiarato Giornata Internazionale del Libro (nello stesso giorno sono morti Shakespeare e Cervantes).

Per la prima volta, però, quest’anno, le strade e le piazze di Barcellona sono vuote, a differenza degli anni passati durante i quali le strade erano invase di bancarelle l, piene di volumi e bouquet.

Sembra essere una battaglia in difesa del libro, come quella dei protagonisti de “Il Labirinto degli Spiriti” di Carlos Ruiz Zafón:
Fermin: “Don Miguel de Cervantes e il suo collega don William Shakespeare non sono morti tecnicamente lo stesso giorno, il 23 aprile, invano. Se sono schiattati entrambi con una tale precisione nella stessa giornata, noi librai non saremo da meno e non ci lasceremo intimorire. Oggi usciamo a unire libri e lettori anche se il generale Espartero ci bombarda dal castello del Montjuic”.

La Bernarda: “Almeno mi porterai una rosa?”

Il 23 aprile è una data simbolica anche perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 lo spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616), l’inglese William Shakespeare (1564-1616) e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega (1539-1616) ma per la Festa del libro è comunque una bella coincidenza.

Sul sito del ministero dell’Istruzione è stata organizzata una maratona letteraria in streaming e consigli di lettura via social per gli studenti, organizzata dalla Fondazione De Sanctis. Fino alle 18, interventi di commento critico, letture e analisi di alcuni dei passi più belli della letteratura di tutti i tempi da parte di oltre 100 grandi protagonisti della cultura.

Gli ospiti della maratona sono: Eraldo Affinati, Bruno Arpaia, Corrado Augias, Serena Autieri, Mauro Balzano, Daria Bignardi, Claudio Bisio, Piero Boitani, Lina Bolzoni, Anna Bonaiuto, Alessio Boni, Achille Bonito Oliva, Paolo Briguglia, Massimo Cacciari, Cristiana Capotondi, Gianrico Carofiglio, Donato Carrisi, Giuseppe Catozzella, Massimo Ceccherini, Monica Centanni, Paolo Cognetti, Carlo Cottarelli, Francesca d’Aloja, Gabriele Dadati, Philippe Daverio, Matilda De Angelis, Maurizio de Giovanni, Cesare De Seta, Donatella Di Pietrantonio, Costanza DiQuattro, Davide Ferrario, Ernesto Ferrero, Giulio Ferroni, Giorgio Ficara, Marcello Fois, Giovanni Floris, Chiara Francini, Massimiliano Fuksas, Nadia Fusini, Umberto Galimberti, Fabrizio Gifuni, Lello Gurrado, Alessandro Haber, Filippo La Porta, Nicola Lagioia, Jhumpa Lahiri, Antonella Lattanzi, Gigi Lo Cascio, Elena Loewenthal. A commentare i grandi classici della letteratura anche Beatrice Lorenzin, Claudio Magris, Raffaele Manica, Gaia Manzini, Luca Marcozzi, Alessandro Mari, Giacomo Marramao, Michela Marzano, Alberto Melloni, Marco Missiroli, Francesco Montanari, Raul Montanari, Laura Morante, Francesco Musolino, Massimo Onofri, Francesco Pannofino, Valeria Parrella, Giorgio Pasotti, Claudia Petrucci, Massimo Popolizio, Alessandro Preziosi, Amedeo Quondam, Elisabetta Rasy, Luca Ricci, Francesco Rocca, Stefania Rocca, Sergio Rubini, Claudio Santamaria, Elisabetta Sgarbi, Matteo Strukul, Emanuele Trevi, Francsco Valagussa, Giorgio Van Straten, Sandro Veronesi, Massimo Zamboni.

Laura Barbato

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