“Ricordare per non uccidere nuovamente delle vittime innocenti”

 

Quest’oggi, primo giorno di primavera ricorre, come ogni anno, la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata, approvata con voto unanime dalla Camera dei Deputati il 1° marzo 2017.
Purtroppo, essendo in zona rossa non è stato possibile organizzare nessun evento ma è necessario, educare al rispetto delle regole i giovanissimi in modo da far diventare la legalità. una priorità.
Attraverso questa giornata è importante fornire ai giovani modelli di riferimento in controtendenza rispetto ai disvalori propugnati dalla società dei consumi, che spesso sembra indulgere all’esaltazione dell’ignoranza, dei beni di lusso, del guadagno facile.

Proprio a Melito 27 anni fa la Camorra uccideva il 21enne Rosario Mauriello.
Era figlio di una famiglia onesta, il suo sogno era quello di diventare un poliziotto.
Abitava con i genitori a Melito di Napoli, ma di tanto in tanto stava con la nonna. Le faceva compagnia, visto che gli era morto uno zio. Rosario era un ragazzo buono, con un futuro davanti.

L’11 Gennaio del ’94  Rosario uscì di casa, e mentre camminava per la traversa Marrone fu freddato dai sicari del Clan Di Lauro. Morto per un “errore” dello specchiettista, così si chiama la persona che indica il bersaglio ai killer. Figlio di un imprenditore della zona, lo specchiettista cercava, invece, chi dava fastidio ai cantieri dominati dalla Camorra. Rosario morì senza sapere nemmeno il perché.

Dell’assassinio ne racconta il pentito di Camorra Tommaso Prestieri, vicinissimo al Clan Di Lauro e intervistato dallo scrittore Roberto Saviano: “Il ragazzo fu ammazzato per errore, dovevamo uccidere un altro giovane che dava fastidio ai cantieri delle famiglie a Marano, ma noi killer non lo conoscevamo”. Poi il dettaglio doloroso: “Mentre la vittima era a terra ancora in vita, il ragazzo gridava ‘no, no’ ma i killer lo finirono lo stesso.”

Ancora più raccapricciante è quello che il pentito Prestieri aggiunge dopo: “La cosa che mi ha colpito di questa storia più di tutto è che la mamma di questo ragazzo andò in tutte le trasmissioni per dire che il figlio non era camorrista ma nessuno la credeva”.

Per l’uccisione di Rosario, infatti, non si credeva nell’errore della Camorra. Passeranno 24 anni prima che Rosario Mauriello venga riconosciuto vittima innocente della Camorra, proprio dopo la confessione ai magistrati da parte del pentito Prestieri.

E così, come tante altre vittime innocenti delle mafie, anche Rosario è stato ucciso due volte.
La prima dalla Camorra, la seconda volta dalla ‘giustizia’ che non ha avuto nemmeno da morto e anzi, l’ha discriminato.
La giornata della memoria delle vittime innocenti deve essere un giorno per permettere di ricordare quelle vittime uccise per errore dalla criminalità organizzata e riscattare la loro memoria.

 

 

 

 

Teresa Barbato

Commenti

commenti