Oggi, 20 marzo 2020, si celebra la Giornata internazionale della felicità. A istituirla, il 28 giugno del 2012, fu l’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, motivo per cui vene festeggiata in tutti i Paesi membri.

In sostanza, la ricerca della felicità rappresenta uno dei diritti fondamentali dell’uomo e scopo fondamentale dell’umanità.

In questo periodo, reso surreale dall’emergenza Coronavirus, la ricerca della felicità sembra non trovare alcuna risposta. Così, quest’anno, più che un obiettivo sembra quasi un’utopia. Chiusi ognuno a casa propria, bombardati di continuo da notizie allarmanti, sognando una quotidianità prima disprezzata, che valore può assumere, oggi, questa ricorrenza?

Oggi è bello pensare che questa pandemia apporterà importanti cambiamenti nel modo in cui concepiamo e viviamo la felicità e le nostre relazioni. Questa giornata, più che alla felicità, deve essere dedicata alla ricerca delle emozioni. Questo è il momento di fermarsi e soffermarsi ciascuno sul proprio stato d’animo. Tante sono le emozioni che stiamo sperimentando noi tutti; emozioni, forse, che non abbiamo mai vissuto così fortemente ed in maniera continuativa. Visto che non si può fare niente se non accettare e accogliere questa situazione, bisogna prendere una per una queste emozioni e interrogarle: Da dove arrivano? Che cosa ci ricordano? Cosa risvegliano dentro di noi?.

Esiste comunque un “decalogo della felicità” che, anche in questa fase, può dare alcuni spunti di riflessione importanti su come raggiungere uno stato d’animo “positivo”.

1. Decidere di essere felice – La felicità dipende dagli atteggiamenti della singola persona;

2. Avere pensieri positivi – E’ la chiave che apre molte porte della vita;

3. Troviamo il tempo di fare ciò che amiamo – Per essere felici è indispensabile ritagliarsi lo spazio per prendersi cura di se;

4. Circondarsi di bene – Quando ci sentiamo un po’ giù di morale, è bene dialogare con coloro a cui vogliamo bene;

5. No alla routine – Evitiamo di essere troppo dipendenti dalle nostre abitudini e sforziamoci di non svolgere le stesse attività sempre nello stesso modo;

6. Vivere il virtuale come occasione di scambio – Utilizzare la tecnologia come modalità di relazione alternativa;

7. Ritagliarci degli spazi personali – Per sopravvivere alla routine quotidiana e alla molteplicità degli impegni, è importante dedicare momenti a se stessi ;

8. Ascoltare il proprio “io” interiore – E’ vero che per stare bene occorre reagire agli stimoli esterni, ma è anche importante prestare attenzione a quelli che arrivano dall’interno;

9. Saper dare la giusta importanza alle cose – Impariamo a dare il giusto peso alle nostre attività quotidiane;

10. Non essere sempre accondiscendenti – Mostrarsi troppo disponibili può danneggiarci. Impariamo a rispondere qualche volta anche in modo negativo per salvaguardare noi stessi.
Infine, sottolineo quanto, in questo periodo, possiamo ritrovare quei piccoli gesti di vicinanza verso le persone che sono a noi più vicine, come ad esempio il dialogo, il confronto e l’ascolto. Sono gesti importanti, decisivi e se viviamo questi giorni così, di certo non saranno sprecati.
Riallacciandomi a quanto detto nei punti di incontro precedenti, dobbiamo considerare questo periodo come un punto di crescita e non una limitazione.

 

 

Dott. Ssa Immacolata Dell’Aversana

Psicologa e Mediatrice familiare

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