Il piano di cura domiciliare scatta a distanza di poco più di 48 ore dal responso di positività e potrà prevedere, se ritenuto necessario, anche un nuovo tampone a conferma del primo

 

 

Sono trascorsi 20 giorni da quando a Saviano si è tenuto il funerale di Carmine Sommese, deceduto lo scorso 17 aprile.

A causa della violazione delle norme di sicurezza e anticontagio da coronavirus, il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca dichiarò Saviano ‘Zona rossa‘ fino allo scorso 25 aprile.

In seguito al funerale e all’assembramento, 12 persone, tutte concentrate negli stessi nuclei familiari, sono risultate positive al tampone facendo diventare Saviano un vero e proprio focolaio.

Per loro è scattato il normale protocollo sanitario previsto per contrastare l’emergenza. Come scritto dichiarato da “Il Mattino”:”Da domani i medici delle Usca (Unità speciali di Continuità assistenziale), muniti di tute di protezione, mascherine e visiere, giungeranno a bordo dei camper e delle auto mediche di cui si serve la Asl a domicilio dei pazienti con il compito di effettuare visite, monitorare i parametri di ossigenazione dei pazienti, verificare lo stato cardiovascolare, montare se necessario gli strumenti di controllo a distanza (saturimetri, device per la pressione arteriosa e per il monitoraggio cardiaco), distribuire farmaci adeguati alla cura della prima fase della malattia”.

E poi: “Il piano di cura domiciliare scatta a distanza di poco più di 48 ore dal responso di positività e potrà prevedere, se ritenuto necessario, anche un nuovo tampone a conferma del primo. Saranno invece i dipartimenti di Prevenzione della Asl Napoli 3 Sud a verificare i contatti delle ultime settimane tentando di risalire lungo la catena del contagio, probabilmente partendo proprio dal funerale di Sommese che, come noto, era chirurgo in servizio nell’Ospedale Santa Maria la Pietà di Nola”.

Laura Barbato

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