A Frattamaggiore una donna, Lucia, lo scorso maggio, dopo essere stata accompagnata all’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore dal compagno che avendola massacrata di botte e avendo paura di denunciato per omicidio dichiarò che la compagna era stata investista.

Si era ipotizzato che a causare la morte della donna,  fosse stato un incidente automobilistico che Lucia aveva avuto un mese prima, ad Arzano; era insieme ad una conoscente, ma le due donne non si erano ferite e quindi non era stata nemmeno chiamata l’ambulanza.

Già dalle prime indagini, però gli inquirenti non avevano del tutto creduto all’uomo, infatti dopo ulteriori indagini si è scoperto che la donna era stata uccisa a morte dal compagno che l’aveva colpita talmente forte da spappolarle la milza, causando gravi emorragie interne che hanno portato al decesso.

La verità è venuta fuori con le indagini, realizzate dal comando stazione di Casavatore: attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e l’ascolto di numerose persone informate sui fatti, si è delineato il quadro che ha portato all’arresto: le lesioni non erano dovute a un incidente e tantomeno a calcoli renali, erano risultato di una feroce aggressione.

Garzia è stato rintracciato all’alba di oggi, 15 ottobre, dai carabinieri della stazione di Casavatore, in esecuzione del provvedimento emesso dal gip del Tribunale Napoli Nord di Aversa su richiesta della Procura locale; è stato trasferito nel carcere di Poggioreale.

Le forze dell’ordine hanno provveduto a fermare l’uomo Vincenzo Garzia, 47enne pregiudicato di Arzano: che è accusato di omicidio preterintenzionale e lesioni aggravate.

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