Campionato triste e inspiegabile per gli ex campioni d’Italia. Sarà rivoluzione?

Finalmente è finita.
Ultimo atto al Maradona di questa stagione surreale.
Ma soprattutto triste. L’epilogo della peggiore stagione dell’era De Laurentiis è accolto con sonori fischi da parte dello stadio semivuoto. Se pensiamo che l’anno scorso, di questi tempi, i biglietti erano introvabili, si capisce l’annata.

La cosa incredibile è che il Napoli non è stato capace nemmeno di battere il Lecce, per mantenere vive le speranze di accesso alla terza competizione europea, cioè la Conference League. Perché se gli uomini di Calzona avessero battuto i non irresistibili salentini, e la Fiorentina avesse vinto la finale della coppa, il Napoli si sarebbe qualificato alla prossima Conference. Quindi un obiettivo c’era ancora. Ma è come se non ci fosse stato. È stata dura, inquietante e drammatico vedere passeggiare Anguissa e soci per il campo senza una meta, senza la voglia, senza nulla che sia minimamente riconducibile allo sport. 0 a 0 il risultato finale, con due legni colpiti dagli azzurri (Cajuste e Ngonge) e una miriade di tiri fuori dallo specchio della porta.
Ma una notizia positiva c’è. La stagione è finita. Finalmente.

Ora De Laurentiis dovrà rimettere tutto a posto. Non sarà facile. A partire dell’allenatore (Conte quasi chiuso) e figure nuove in società (oltre Manna nuovo DS). Dopodiché verrà il mercato, che non è mai chiuso. Ci sarà una rivoluzione e tanti calciatori che oggi erano in campo probabilmente non li rivedremo più con la casacca azzurra. Giusto così.

Han pagato tutti questo disastro. Ora tocca a loro. Così è il calcio. Così è lo sport. Chi decide di andare per certi mari, alla fine sa che pesci prende.

Il Napoli chiude la stagione al decimo posto da campione in carica. Sperando che l’anno prossimo potremo raccontare altre gesta.

Buona estate a tutti i lettori di Melitonline.

Vincenzo Barretta

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