Dalle modalità dei festeggiamenti del 2025 alle regole della Curia, passando per il ruolo dell’associazione e le elezioni non convalidate: «Santo Stefano non appartiene a pochi, ma alla comunità».

Sulla festa di Santo Stefano si apre un nuovo capitolo del confronto che, nelle ultime settimane, ha animato il dibattito cittadino. Dopo i contenuti diffusi sui social dalla parrocchia e le dichiarazioni dell’Amministrazione comunale, interviene ora pubblicamente l’Associazione Santo Stefano, che ha scelto di rompere il silenzio per replicare ad alcune ricostruzioni relative all’organizzazione dei festeggiamenti e alla storia della tradizione melitese.

Nel comunicato, l’associazione ricostruisce il proprio ruolo nell’organizzazione della festa del 2025, solleva interrogativi sulle disposizioni della Curia e sulla loro applicazione, chiarisce la propria posizione rispetto all’Amministrazione comunale e affronta anche la questione delle elezioni interne non convalidate.

Una presa di posizione articolata, che riporta al centro del dibattito il rapporto tra tradizione, parrocchia, associazionismo e comunità, e che contiene anche alcune contestazioni rispetto a quanto recentemente raccontato attraverso i social.

Di seguito, per completezza e per consentire ai nostri lettori di conoscere direttamente la posizione dell’associazione, pubblichiamo integralmente il comunicato dell’Associazione Santo Stefano.

In queste settimane abbiamo assistito alla pubblicazione di video, post e dichiarazioni sui social riguardanti i festeggiamenti in onore del nostro Santo Patrono. Abbiamo scelto fino ad oggi di non intervenire, per rispetto della festa e soprattutto di Santo Stefano. Ma davanti alle tante inesattezze che stanno circolando, non possiamo più restare in silenzio.

Partiamo da un fatto: nel 2025, nonostante non fossimo d’accordo con alcune modifiche imposte dalla Chiesa, l’Associazione Santo Stefano ha partecipato attivamente ai festeggiamenti, collaborando con la parrocchia e mettendo a disposizione persone, organizzazione e passione. Alla fine di quei festeggiamenti ci era stato detto che, qualora negli altri paesi, soprattutto quelli appartenenti alla stessa Diocesi, si fosse continuato a celebrare la festa secondo modalità tradizionali, la nostra parrocchia avrebbe sostenuto le nostre ragioni presso la Curia. Una richiesta semplice: stesse regole per tutti. Purtroppo, quelle promesse non hanno avuto seguito.

Abbiamo visto anche un video pubblicato sui social della Chiesa nel quale si racconta che in passato la processione finisse inevitabilmente per favorire le abitazioni dei cittadini più facoltosi. Questa ricostruzione non corrisponde alla realtà che tanti cittadini ricordano e hanno vissuto. Santo Stefano girava per il paese per due giorni, per quasi 24 ore: non era la festa di pochi, era la festa di tutti. Raccontare oggi quella tradizione in maniera diversa significa, a nostro avviso, offendere la memoria di un’intera comunità.

Nel medesimo contesto viene spiegato che oggi la statua non potrebbe essere portata in strade o abitazioni private perché vietato dalle disposizioni della Curia. Benissimo: ma allora le regole devono valere per tutti. Perché nell’itinerario proposto dalla nostra stessa parrocchia risulta previsto il passaggio all’interno di un’area privata? Non vogliamo alimentare voci o pettegolezzi: chiediamo semplicemente chiarezza. Quali sono le regole e vengono applicate allo stesso modo a tutti?

Abbiamo ascoltato anche il video pubblicato dalla Sindaca, nel quale si afferma che nel 2025 la festa sarebbe stata organizzata “da soli”. Noi diciamo con rispetto, ma con fermezza: NO. Nel 2025 l’Associazione Santo Stefano c’era, ha collaborato, ha partecipato e ha messo a disposizione soci e direttivo. Parliamo di un’associazione con una storia profondamente radicata nella comunità, con circa 85 soci attivi e un direttivo vivo e partecipato. Alla prima riunione parrocchiale alla quale siamo stati invitati, il nostro direttivo era presente. Successivamente, però, non siamo stati più invitati. Se la Sindaca vuole conoscere la nostra realtà, la porta della nostra sede è aperta: saremo felici di ospitarla e di mostrarle chi siamo e quanto abbiamo fatto negli anni per Santo Stefano.

E poi c’è la questione delle elezioni. Circa tre mesi fa abbiamo svolto regolari votazioni alla presenza di un rappresentante della Curia, ma non sono state convalidate. Il motivo? Il parroco invitato non si è presentato. Da mesi chiediamo di poter svolgere nuovamente le elezioni e ci viene detto che si faranno dopo la festa. Perché? Questa è la ragione per cui oggi non abbiamo un presidente formalmente in carica, non certo perché l’Associazione Santo Stefano non esista o non sia attiva.

Sia chiaro: non siamo contro la Chiesa, non siamo contro la parrocchia e non siamo contro l’Amministrazione Comunale. Siamo per il rispetto della storia, della tradizione e della nostra comunità. La festa può cambiare, i tempi possono cambiare, ma non si può cancellare la memoria di un popolo. Santo Stefano non appartiene alla parrocchia, non appartiene all’Amministrazione e non appartiene a una singola associazione: Santo Stefano appartiene alla sua comunità.

Per questo, nonostante tutto, auguriamo a tutti una BUONA FESTA DI SANTO STEFANO.

La celebriamo con rispetto, devozione e anche con un po’ di amarezza, perché sappiamo che questa festa, così come è stata costruita quest’anno, non rappresenta ancora ciò che la nostra comunità ha conosciuto, vissuto e tramandato per generazioni.

BUONA FESTA A TUTTI.
Ma ricordatevi: LA VERA FESTA DI SANTO STEFANO NON È QUESTA. La vera festa è quella che vive nella memoria della nostra gente. E quella memoria non si cancella con un video, con un post o con una decisione.

 

ASSOCIAZIONE SANTO STEFANO

Commenti

commenti