“Fate presto!”. Prendiamo in prestito un titolo diventato ormai storico del quotidiano Il Mattino per invitare le autorità competenti, civili ed ecclesiastiche, a far luce sulle condizioni in cui versa la chiesa madre di Piazza Santo Stefano.

In un articolo esclusivo pubblicato sul nostro portale, abbiamo raccontato le condizioni in cui versa l’ultimo simbolo e bene artistico della città di Melito. Crepe, infiltrazioni e i danni documentati nella canonica ci preoccupano non poco.

Noi di Melitonline, legati alla nostra chiesa madre, patrimonio storico e culturale della città e luogo che ha ospitato le nostra redazione nei suoi primi anni di attività, siamo preoccupati per le sorti del monumento storico di piazza Santo Stefano.

Nella consueta “battaglia burocratica” che inevitabilmente comporterà uno scarica barile tra le autorità civili e ecclesiali il rischio è che si perda del tempo prezioso per mettere in sicurezza la chiesa e le sue adiacenze e per preservare l’incolumità dei fedeli che quotidianamente frequentano la prima parrocchia cittadina.

La parte superiore esterna della chiesa presenterebbe – come da noi già riportato – larghi scollamenti di tenuta, alla base della cintura portante della cupola. Gli strati di isolamento sui tetto sarebbero in cattivo stato di conservazione. Stucchi scoloriti dalle continue infiltrazioni d’acqua piovana offuscano la visione degli interni, decorati in alto con scene di rara bellezza estetica.
Ciò che preoccupa, inoltre, è l’azione di erosione che l’acqua dell’alveo dei Camaldoli starebbe esercitando contro le fondamenta del Cappellone della chiesa, come appurato da
un’ispezione svolta da esperti speleologi ai tempi del crollo di via Casamartino.

Una situazione presa in seria considerazione anche dalla curia che ha inviato i suoi tecnici per verificare se le crepe e le infiltrazioni possano rappresentare un pericolo strutturale: ipotesi al momento ancora lontana. Saranno in città nelle prossime ore.

Si chiarisca al più presto, dunque, a chi spettino gli oneri per la massiccia opera di restauro e di messa in sicurezza che si è resa ormai improcrastinabile.

Nelle foto qui sotto potete vedere lo stato in cui versano i locali dove siamo stati ospiti agli albori della nascita di Melitonline e dove si facevano tante attività come: corsi di catechismo, doposcuola, giornalino, laboratori teatrali e cinematografici e tantissime altre attività che al momento non sono più attive perché venuto a mancare uno spazio di riferimento per queste.

Ecco che il nostro grido di aiuto, dei melitesi tutti deve arrivare e con forza, alle sedi competenti.

Fate presto!

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