Chorzow. Polonia. La pista di Selesia ad ospitare gli Europei a Squadre. Due giornate intense, due giornate in cui abbiamo sognato con i nostri portacolori scesi in pista

Un’Italia decisa, cresciuta, affamata di medaglie. Un’Italia che torna a dire la sua, e lo fa con una prepotenza tale da sfiorare di pochissimo la vittoria. Ma riavvolgiamo il nastro e catapultiamoci assieme nelle emozioni dei momenti salienti di questo europeo.

La prima giornata di Chorzow si apre subito con quattro ori che consentono alla bandiera italiana di piazzarsi in vetta alla classifica; una posizione che manterrà per buona parte della giornata grazie alle prestazioni di Sibilio, Bruni e Randazzo. Come sempre formidabile il guizzo del giovane Alessandro Sibilio nei 400hs, il cui stato di forma abbiamo apprezzato nelle recenti gare: è il rettilineo finale che lo vede, come sempre, rimontare su tutti e far sua la vittoria. Più semplice la strada di Roberta Bruni: dopo il recente 4.70m da record italiano, chiudere a 4.45m la propria gara è stata una vera passeggiata per l’atleta dei Carabinieri. Nel salto in lungo, Filippo Randazzo si piazza subito primo con un salto da 7.88m che lo porterà, poi, alla vittoria finale, nonostante due salti nulli.

Nel getto del peso, un ritrovato Leonardo Fabbri, reduce da un periodo in cui autostima e fiducia stavano venendo un po’ meno; ma “fabbrino” è finalmente tornato e si impone con una misura che lo vede oltre i 20m. Degna di nota anche la gara, chiusa in seconda posizione, di Elena Bellò sugli 800m: gestione perfetta che le consente di rimanere nel gruppo di testa e di dire la sua fino alla linea del traguardo. Sarebbe stata sua la terza posizione, ma la squalifica della tedesca per uno spintone scorretto proprio sulla nostra atleta, le ha dato di diritto la seconda piazza. Da segnalare anche la gara della giovane Majori sui 3000m: non tanto per la posizione che l’ha vista quinta in classifica, ma per quegli azzardi coraggiosi che l’hanno fatta arrivare stanca sul rettilineo finale – perdendo posizioni – ma portando comunque a casa un personale di 9’17”53. A dimostrazione del fatto che l’atletica vuole tattica, ma a volte anche un pizzico di coraggio.

Il quarto ed ultimo oro della prima giornata arriva da quello che possiamo incoronare l’atleta italiano assoluto di tutto l’europeo a Squadre: Yeman Crippa sfoggia un 5000m in cui dimostra tutto il talento e la crescita tecnica di questo ragazzo; tatticamente impeccabile e sempre vicino alla testa della gara, fugge via negli ultimi 200m con controllo, freschezza fisica ed una lucidità mentale impressionate. Per lui la vittoria ed il Record dei Campionati.

La prima giornata si chiude con 87 punti ed un quarto posto temporaneo, dovuto anche ad errori inaspettati nelle staffette veloci. Ma i giochi sono ancora aperti ed è la seconda giornata a tirare le somme finali: Polonia, Gran Bretagna, Germania, Italia sono tutte vicine ed ogni punto può fare la differenza. Nonostante un avvio difficile, con pochi piazzamenti nelle prime tre posizioni, saranno le nostre donne a ribaltare la classifica nel giro di pochi istanti: Dalia Kaddari padroneggia i 200m perdendo la prima posizione al fotofinish, ma facendo suo il Record Italiano U23 con 22”89; a Nadia Battocletti il merito ed  il riconoscimento di un 5000m magistrale: la sapiente e coraggiosa gestione di gara di questa ragazza che, reduce da un freschissimo ed importante primato, mette ancora una volta in campo la sua maturità sportiva; dopo aver condotto l’intera gara, vola via negli ultimi 300m creando non uno spiraglio di luce ma bensì una voragine tra lei e le avversarie.
Stesso temperamento e maturità tecnica vanno riconosciuti a Gaia Sabbatini: a lei il merito di una gara brillantemente tattica, prendendosi anche il lusso di festeggiare prima della linea del traguardo. Puntuale e decisivo è l’oro di Fausto Desalu, anche lui protagonista di una gara memorabile: va via dagli 80m finale, mantenendo fino al traguardo un distacco costante dagli avversarsi di almeno 10m.

In terza posizione nella classifica generale e a pochissimi punti dalla Gran Bretagna e dalla Polonia, l’Italia si gioca le sue ultime carte nelle staffette del miglio: grande gara sia sul fronte femminile che, ancor di più, maschile: un oro quest’ultimo che dà di diritto la seconda posizione all’Italia con 179 punti e solo 2.5 punti di distacco dalla vincitrice. Non è mancato di sicuro il rammarico per alcune assenze che sarebbero state decisive ed avrebbero garantito la prima posizione, ma conta comunque l’aver visto l’Italia per la prima volta sul podio degli Europei a Squadre. Per cui, semplicemente grazie ai nostri atleti per averci fatto emozionare e sognare in questa due giorni: sventola la bandiera italiana sulla vetta dell’Europa alla destra della vincitrice Polonia.

 

Martina Amodio

 

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