Il libro discriminerebbe le donne

 

“I ruoli della famiglia”, è questo il titolo della pagina di un libro delle scuole elementari, di cui per ovvi motivi si ometterà il nome.

L’esercizio chiede di collegare ogni membro della famiglia al proprio ruolo: non ci sarebbe nulla di male se tra questi non comparissero le voci “proibire”, “obbedire”, “fare la spesa”, “cucinare”.

La pagina incriminata

La pagina incriminata

Ormai nel XXI secolo gli stereotipi della donna-serva dovrebbero essere scomparsi ma, a quanto pare, c’è ancora chi creda che la donna, soprattutto dopo il matrimonio, diventi serva di un uomo e quindi la “cameriera della casa”.

Facciamo qualche passo indietro.

Nel Rinascimento (XV – XVI secolo) la donna era considerata monaca, moglie, cortigiana,
serva; nel 1678 (fine del XVII secolo), però, finalmente anche le donne riescono a
conseguire il titolo di studi: stiamo parlando di Lucrezia Corner, la prima donna a conseguire una laurea in filosofia e un dottorato.
Nel 1799 (solo centoventuno anni più tardi), Eleonora Pimental Fonseca svolge un ruolo
fondamentale nella Repubblica Napoleonica, ne pagherà le conseguenze ma è comunque considerata tra le protagoniste.
Nel corso della seconda metà dell’800 molte donne prendono parte non solo ai salotti
letterari ma anche ai movimenti mazziniani.
Nel 1864, per la prima volta, Anna Maria Mozzoni, pioniera del movimento femminista italiano, denuncia le discriminazioni legali che la donna è costretta a subire.
Nel 1867 alle donne viene concesso il voto, la richiesta viene respinta ma nel 1874 a tutte le donne viene concesso l’ingresso ai licei e alle università.
Poco più tardi, nel 1904 viene fondato il CNDI, Comitato Nazionale delle Donne Italiane, per far sì che le donne potessero avere più diritti.
Tra il 1905 e il 1919, le donne vengono autorizzate a prestare lavoro negli uffici pubblici, possono insegnare e, grande vittoria, vengono appoggiate per il suffragio universale dal Partito Socialista e Partito Popolare.
Il 1° febbraio 1945, viene finalmente riconosciuto il suffragio universale. Un mese dopo, forte di tale conquista, l’UDI prende l’iniziativa di celebrare, a guerra non ancora conclusa, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera. È l’8 marzo 1945.
Subito dopo la liberazione, Elena Fischli Dreher (1913– 2005) partigiana insieme a Giustizia e Libertà, è stata la prima donna in Italia a ricoverare un incarico pubblico: Assessore all’Assistenza e Beneficenza a Milano.
Ben presto le donne iniziano a ricoprire cariche politiche, ad avere gli stessi diritti e doveri degli uomini, fino ad oggi quando su un libro delle scuole elementari le donne vengono considerate come coloro che “servono”, “obbediscano” e “prendano ordini”.

La domanda che sorge spontanea, da parte di molte donne, è: chi è che consente nel 2021, di scrivere certe cose sui libri?

Commenti

commenti