Enzo de Novellis, vulcanologo presso l’IREA-CNR e chitarrista professionista, racconta la fusione tra arte e scienza. Un connubio possibile grazie alla musica.

Come e quando si è avvicinato alla musica?

“La musica mi appartiene fin da quando ero piccolo. Ho iniziato suonando la pianola Bontempi e nel 1988 ho acquistato la mia prima chitarra. A questa mia passione ha senz’altro contribuito la colonna sonora del film Rollerball: fu in quel momento che capii che avrei amato la musica; di lì a poco scoprii per puro caso la chitarra”.

Come riesce a fondere la sua attività di vulcanologo con la sua passione per la musica? Come coincidono queste attività? Lei è anche autore di documentari divulgativi sulle scienze della terra.

“Sono due cose completamente discordanti per alcuni aspetti: ricercare è un lavoro razionale e sterile, comporre e suonare costituiscono un lavoro creativo. L’uno ti aiuta a fuggire dall’altro: quando vedo troppa razionalità, mi rifugio nella musica e viceversa. Sotto altri aspetti, però, cerco di fondere entrambe le attività, ossia provo a rendere divulgativa la scienza attraverso l’arte. A questo proposito, organizzo spesso concerti o faccio documentari con sottofondo musicale al fine di divulgare e creare spunti di riflessione. Sto anche mettendo su uno spettacolo che racconta la storia del Vesuvio. Insomma, provo a raccontare la scienza attraverso un’espressione artistica. Il prossimo evento sul genere avverrà il 16 dicembre a Via Manzoni presso la “Stazione di Posta 108”, dove duetterò con Ciro Sabatino in un’intervista-musicale; in particolare mi concentrerò sull’eruzione del 16 dicembre 1631: all’indomani della stessa, Napoli sarebbe diventata il salotto culturale d’Europa. Ormai era trascorso molto tempo dall’eruzione del 79 d.C. che rase al suolo Pompei ed Ercolano, e tutta l’area aveva dimenticato la paura del risveglio del Vesuvio”.

Una soddisfazione in musica o in geofisica, o in entrambe.

“Quando compongo e creo è già una soddisfazione concepire la musica come mezzo divulgativo. Questo per quanto concerne l’ambito musicale. In geofisica la soddisfazione attuale più grande è quella di lavorare in un team di scienziati e ricercatori affermati ed amici eccezionali”.

Il Vesuvio si sveglierà a breve? A che valori di rischio è esposta la comunità vesuviana?

“Il Vesuvio è sotto controllo. È uno dei vulcani più monitorati al mondo nonostante i problemi connessi alla valutazione dei rischi vulcanico, sismico e idrogeologico. Non ha un’attività sismica molto vistosa, tanto è vero che di recente i “vicini” Campi Flegrei gli hanno rubato un po’ la scena. Tuttavia da sempre registro che ci sono molta disinformazione e menefreghismo nei confronti dell’argomento, e spesso ci si trova a fronteggiare confusioni di chi ne argomenta in maniera improvvisata e senza cognizione di causa. Questo ad esempio accade attraverso i socials”.

Marialberta Lamberti

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