La Lega di Matteo Salvini ha vinto le elezioni europee in Italia con il 34,33 per cento, circa il doppio del Movimento 5 Stelle con il 17,07%, suo alleato di governo. Il Partito Democratico è arrivato secondo con il 22,69 per cento dei voti, mentre Forza Italia ha ottenuto l’8,8 per cento e Fratelli d’Italia, si attesta sul 6,46%.

Più in basso, +Europa, Europa Verde e La Sinistra rispettivamente con il 3,09%, il 2,29% e l’1,74%. Il resto dei partiti, tra cui quello Animalista, Comunista e altri, non hanno raggiunto l’1%.

Sono quindi solo cinque i partiti ad aver superato lo sbarramento del 4% e che rappresenteranno l’Italia in Europa.

Detto questo c’è un dato da non sottovalutare, l’astensionismo. E’ il “vero vincitore” di questa tornata elettorale.

Chi si lascia abbagliare, come succede sempre, dopo il post voto, con le percentuali, significa che non prende in considerazione il fenomeno dell’astensione e si dimostra cieco e sordo a quel che il corpo sociale italiano indica con l’astensionismo. Nel nostro Paese più di venti milioni di aventi diritto al voto ritengono “l’offerta politica” inaccettabile, che non lascia speranze e in alcuni casi, vedi il locale, nauseabonda.

Basta saperne giusto un pò di matematica e farsi due conti. Se proprio si vuole ragionare in termini di percentuali, ragioniamo sul 100% reale dei dati e vediamo che, con questi voti, la Lega ha il 19%, il Partito Democratico il 12%, il Movimento 5 Stelle il 9,5%. Sono tutti largamente minoritari in Italia.

La domanda sorge spontanea: chi ha realmente vinto le elezioni nel “Bel Paese”?

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