Conosco Gaetano Rizzitelli da tempo immemore; la nostra amicizia ha radici profonde e lontane; più o meno sono oltre quarant’anni che ci vediamo poco ma sentiamo spesso. Il sodalizio, mai interrotto, con Gaetano, Antonio Cozzuto e Salvatore Genovese inizia durante il servizio militare: prima marinai, in quel di Taranto, e poi passati al grado di Sergente nella Capitale, ed uno stipendio.

Ricordo che i soldi intascati da Gaetano finivano quasi tutti per trasformarsi in gettoni telefonici che lui consumava a quintali per telefonare alla fidanzata. Ancora siamo stanchi per i kilometri percorsi insieme a lui affinché si trovasse una cazzo di cabina.

Ho ancora conservata una bottiglietta di Eau Savage che mi regalò in quegli anni: sarà pure diventata napalm, ma di certo la custodisco gelosamente.

Conosco la sua smisurata passione per la (buona) musica e tutti noi, old amici, lo abbiamo visto all’opera, quando si sedeva dietro le pelli e i tamburi della nostra caserma.

Non sapevo, però, di questo “suo” gruppo musicale che tanto successo ha riscosso ed ancora, oggi più che mai, riscuote.

Le cabine non ci sono più; gli acciacchi sono aumentati in maniera vistosa; la lontananza ci vieta di rincontrarci ma da Giugliano a Barletta, con Internet e telefoni cellulari, basta poco.

Questo che segue è il riassunto di una lunga telefonata, iniziata dopo cena e conclusa all’alba per sfinimento latente. Il ragazzo mostra, lui, tutti i segni dell’età che avanza!

Eden Five

Eden Five

Tu cominci a suonare la batteria quando?

Ho cominciato nel 1967, a 14 anni.

Come ti è venuta la passione per questo strumento?

Mi sento di affermare con assoluto convincimento che suonare (nel mio caso la batteria  è come amare: in entrambi i casi si avverte un moto interiore inarrestabile irrazionale, ma meraviglioso. Il suonare è come un vulcano: una eruzione veemente e nel contempo incontenibile. Batteristi( nel mio caso modesti ) si nasce, non si diventa.

Ho visto che col passare degli anni hai sensibilmente affinato la tecnica. Sei stato, originariamente, un autodidatta, oppure ti ha seguito un maestro?

Sono un autodidatta in continuo aggiornamento che come maestro ha internet.

Qual è il tuo riferimento? Il tuo batterista da invidiare?

Il riferimento italiano è senza dubbio Tullio De Piscopo. Il mio idolo è l’ambidestro geniale e impareggiabile Billy Cobham

Il tuo attuale gruppo è: Eden Five. Perché questo nome?

Il nome è sorto nel 1968 e meriterebbe un capitolo a parte. È nato nel periodo della contestazione giovanile proprio in quel fatidico anno. L’epoca dei capelloni e dei figli dei fiori. Era quello il Paradiso comune: il mondo musicale in cui ci eravamo proiettati anima e cuore in cinque. Unica nota trasgressiva era…l’omissione del genitivo sassone al termine Eden: una maniera genuina per differenziarci dagli altri.

Ma, in realtà, quando nasce la Band?

La band nasce nel 1968 ed esordisce l’anno seguente. Lo zoccolo duro, composto dal chitarrista e da me, è a tutt’oggi rimasto inalterato, anche se entrambi, nel corso degli anni, non abbiamo disdegnato di fare altre esperienze in altri gruppi che suonavano Blues, Pop, Rock. Il terzo componente, degli Eden originari, si è aggregato al resto del gruppo, da pochi mesi, avendo abbandonato la musica o per meglio dire di suonare, a causa del lavoro.

Come è cambiata la Line Up in tutti questi anni?

La formazione ha visto alternarsi sotto la bandiera degli Eden oltre dieci musicisti di livello ottimo, che col la propria vasta esperienza, hanno apportato crescita e voglia di crescere a tutto il gruppo. In particolare un bassista ha partecipato negli anni passati a un Festival di S. Remo, riscuotendo ottimi consensi di pubblico.

Mi presenti i tuoi amici musicisti?

Il gruppo è composto da: ConcettaChiccaDadduzio, Voce dominante;NicoRuffo -detto Rufus- Chitarra e Voce;Riccardo Pastore, detto Ricky, al Basso Elettrico;Pierfrancesco Diella, alle Tastiere, e da me: Gaetano Rizzitelli: Batteria e Voce.

Nella vostra Band è presente un’eccezionale Vocalist, che ho avuto modo di ascoltare in una cover di Mina. Che mi dici di lei? E degli altri…

Chicca canta da sempre. Si è esibita anche all’estero: dall’est Europa all’America del sud, in locali attenti a proporre solo musica di nicchia. Spazia con disinvoltura dal Jazz al Blues piuttosto che dal Pop e al Rock. È in possesso di una timbrica piacevole e limpida, che ha per complice un’estensione vocale ragguardevole. Quando l’ho ascoltata per la prima volta, con le dovute proporzioni, l’ho paragonata all’irraggiungibile Mina; la sua caratteristica è che riesce a interpretare in modo assolutamente charmant il brano più semplice.

Nico “Rufus” Ruffo, cofondatore con me e Riky degli Eden, è l’eclettico della ciurma. Per lui il pentagramma non ha segreti. È un polistrumentista esperto con predilezione verso il suo strumento: la chitarra elettrica. Non disdegna all’occorrenza di suonare la chitarra acustica e quella classica. È la seconda voce del gruppo, insuperabile nei controcanti. Prepara con solerzia e capacità le partiture per il gruppo.

Riccardo Ricky Pastore è il bassista, ed è rientrato da poco nel gruppo con l’entusiasmo di un ventenne. In passato ha suonato, oltre che con i vecchi Eden, in altri gruppi Rock di buon livello, partecipando anche a manifestazioni nazionali: Parla poco ma in compenso fa parlare molto il basso.

Pierfrancesco Diella è il tastierista, e a “causa” dei suoi 24 anni, risulta il petit enfant del gruppo: laureando in Ingegneria Gestionale, è all’ottavo anno di pianoforte al Conservatorio di Foggia:è un musicista che oserei definire un metronomo fantasioso.

Il sottoscritto, batterista-percussionista e voce, è l’ultimo dei componenti della band.

Il vostro genere?

Il nostro genere si rifà prevalentemente alle musiche e ai cantanti degli anni ’70, privilegiando pezzi dei Pooh, dei Camaleonti, dei Santana, fino a cantanti come Giorgia, Mina, Patty Pravo,Fiorella Mannoia, Luigi Tenco e altri. La nostra nasce come musica d’ascolto, rivolta ad un pubblico prevalentemente in età matura ma non disdegniamo di eseguire i cosiddetti brani “ movimentati”.

Attualmente dove vi esibite? 

Personalmente, nel corso degli anni oltre che con gli Eden ho suonato Rock, Pop e Blues anche in altri gruppi, non distaccandomi dall’amico “Rufus” con il quale ho condiviso un’esperienza durata quattro anni, eseguendo il repertorio classico napoletano, nelle vesti di percussionista, mietendo un dignitoso successo. Ci esibiamo ovunque ci chiamano, sempre compatibilmente con i rispettivi impegni famigliari. Tengo a sottolineare, in special modo, che la nostra Band ha ricevuto, dopo l’esibizione nell’Anfiteatro del Castello di Barletta, unanimi consensi sia di pubblico che dagli addetti ai lavori

Ho notato, con piacere, che siete impegnati nel sociale e con la vostra presenza contribuite a dare una sostanziosa mano a chi ne ha necessità. Questo tuo impegno, conoscendoti, non mi sorprende più di tanto ma, a tuo avviso, la Musica ha perso il suo valore intrinseco divulgativo e aggregativo?

Direi di no,per quanto concerne il valore aggregativo e aggiungerei per fortuna; dal momento che per tutti, nessuna fascia di età esclusa, è rimasta un fenomeno atto a socializzare. Comunque un comune denominatore, per il valore divulgativo, quindi alieno da complicanze, ho le mie riserve. Le complicazioni sono determinate dal fatto che, certa musica, spesso, è povera se non priva di significato concernente il testo, frutto quest’ultimo, di un vuoto la cui matrice è la sottocultura imperante in tante fasce della società, sia proletaria che borghese. Personalmente è impossibile accettare questo tipo di musica e come consecutio chi la esegue: rispetto ma non condivido.

Ci sono cantanti che danno vita a testi caratterizzati da un qualunquismo frutto di una carenza di spirito e di cultura, pur troppo amati dai più, che si autodefiniscono cantautori, facendo rivoltare nella tomba uno dei miei idoli: Fabrizio De Andrè. Il male, quello vero, è la sottocultura da cui la musica non può essere di certo immune.

Il panorama nostrano è quello che è: le difficoltà sono tante e sopravvivere cantando e suonando non è più tanto semplice, a meno che non fai “rumore”. Voi suonate per il vostro piacere personale, o pensate di travalicare i confini regionali?

Le difficoltà sono notevoli per una musica impegnata oramai divenuta sempre più di nicchia, a causa della quale chi la propone viene spesso snobbato. Superare certe difficoltà è complicato ma, per quanto mi riguarda , suonerò sempre anyway… comunque e in ogni caso.

State pensando di entrare in sala di registrazione per documentare e consegnare ai posteri la vostra musica. Dobbiamo aspettarci un Cd, magari autoprodotto, per un debutto discografico?

Èin progetto un CD autoprodotto. Una donna è completa quando diviene mamma; fuor di metafora: gli Eden Five saranno completi quando vedranno alla luce il frutto concreto della loro passione indomita.

Ed eccoci qui, dopo oltre quarant’anni, a parlare di un sogno, un proprio disco, quello degli Eden Five.

Big Gaetano, tra un Andamento Lento ed un Caribbean Curry nei padiglioni auricolari, sta vedendo coronato il suo progetto.

L’augurio, per noi ex quattro amici al mar, sarebbe quello di rivederci per dividere con lui questo momento di grande soddisfazione, ma enormi difficoltà ce lo impediscono.

Un solo dato è certo: Antonio, Salvatore ed il sottoscritto sono con te, fratello di acqua, in perenne connubio di amicizia e stima.

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