Il Pontefice oggi in un centro di accoglienza per richiedenti asilo.

Mentre le tante istituzioni, soprattutto europee, continuano a non saper affrontare il gravissimo, e sicuramente epocale, fenomeno migratorio in corso perdendosi ancora in analisi, discussioni defatiganti od inutili polemiche nel sempre tardivo tentativo di raggiungere improbabili intese, dalle azioni concrete nelle quali si configura l’opera pastorale del Santo Padre viene un esempio mirabile. Oggi, infatti, Papa Francesco, con un gesto altamente simbolico ma che vuole fortemente scuotere gli animi e le coscienze dei popoli e non solo europei, si reca, nel corso dei riti pre  pasquali nell’anno del Giubileo della Misericordia, a visitare un Centro di accoglienza per i richiedenti asilo situato nell’immediata periferia di Roma, ove effettuerà il rito pasquale della cosiddetta “lavanda dei piedi” ad un rifugiato. Si tratta di un luogo di accoglienza dove sono destinati ed ospitati i migranti in attesa di tale agognato riconoscimento, quello dello “status di rifugiato” che, per le vigenti normative dell’Unione Europea, costituisce l’unico “passaporto” valido per poter entrare nel “sistema europeo delle quote”. Quello che consentirà alla persona interessata la successiva destinazione stabile, fino al possibile, futuro, riconoscimento della cittadinanza verso uno degli Stati componenti della U.E. fatto che come sappiamo configura il sogno dei fuggiaschi migranti di trovare pace, stabilità e nuove possibilità di vita.

Il gesto del Pontefice, anche questa volta, non ha precedenti e reca una testimonianza di altissimo valore simbolico, seguendo una fondamentale Enciclica data in tema ed i tantissimi interventi in materia già effettuati dal Santo Padre nei tre anni del suo Pontificato. Come Egli vuole, spronando tutti a dare il meglio di se, nell’accoglienza, nella carità e nella misericordia che poi sono le migliori doti dell’umanità e da sempre predicate e riconosciute dal credo cattolico.

Il centro di Castelnuovo di Porto è gestito dalla cooperativa Auxilium e si avvale di dirigenti e personale, non solo specializzato, ma che per le sue doti e preparazione rientra in quelle buone caratteristiche appena sopra declinate, costituendo una struttura di rifermento sul territorio nazionale. Un esempio di gestione da poter imitare.

Giorgio M. Palumbo

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