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Diciamo no ai botti di capodanno

È molto diffusa, purtroppo, sui nostri territori e non solo, la consuetudine di festeggiare l’ultimo dell’anno col lancio di petardi e botti di vario genere. Quest’anno, come gli anni passati, per l’elevata vendita registra durante il mese di dicembre, di fuochi come il “Cobra”, il “Sign”, “Maradona”, “Vulcani”, il “pallone di Maradona” o la bomba “Osama Bin Laden” o ancora il “Kamikaze”, venduti illegalmente da persone senza scrupoli attentando alla vita umana, i comuni con la collaborazione della Polizia Muncipale hanno emesso l’ordinanza n.129 del 30/12/2018 che ha attuato misure di prevenzione dei rischi derivanti dall’impiego di artifici pirotecnici.

Tali ordinanze sono partite dal Viminale, da parte del ministro dell’Interno, Salvini che ha precisato: «Non roviniamoci i momenti di festa. Soprattutto in vista di Capodanno, raccomandiamo attenzione e senso di responsabilità. Per tutelare l’incolumità delle persone e degli amici animali, confido ci sia un utilizzo intelligente di petardi e fuochi d’artificio in genere». Invitando i cittadini a non utilizzare o a limitare al massimo l’utilizzo dei botti, «privilegiando, viceversa, l’impiego di prodotti meno invasivi e pericolosi, quali quelli, ad esempio, che valorizzano i giochi di luce e che producono effetti scenici gradevoli e meno dirompenti», facendo appello ad un «uso consapevole degli stessi che presupponga l’adozione di tutte le cautele gli accorgimenti necessari a prevenire rischi per la propria e l’altrui incolumità».

Bisogna evitare l’esplosione dei fuochi nei luoghi di aggregazione o, comunque, in tutti quelli affollati nelle aree a rischio di propagazione degli incendi, nei pressi di ospedali, scuole, luoghi di culto o, comunque, nelle vicinanze di monumenti e edifici o aree di valenza storica, archeologica, architettonica, naturalistica o ambientale, dando massima attenzione a bambini o di altri soggetti deboli che dovranno essere tenuti sempre a debita distanza da chi fa uso dei fuochi è in condizioni di sicurezza.

Le statistiche dimostrano, inoltre, che esiste un oggettivo pericolo legato ai petardi, trattandosi di materiali esplosivi che, in quanto tali, sono suscettibili di provocare sia danni alle cose che danni fisici anche di rilevante entità. Tali sondaggi sono accertati dai carabinieri artificieri che con delle iniziative tra cui: “Usa la testa, non rovinarti la festa!” rischiano di rovinare il momento di maggiore gioia in un bagno di sangue talvolta mortali, provocati dalla cattiva abitudine di accendere petardi e fuochi d’artificio illegali.

Teresa Barbato

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