Intimidazioni e minacce spingono Don Patriciello alla denuncia

Ancora una volta sono le parole di Don Patriciello, parroco di Caivano, a cercare di svegliare le coscienze degli abitanti delle zone che, nelle ultime settimane, sono state scenario di atti ed intimidazioni camorristiche.

Due ordigni che esplodono in 24 ore nell’hinterland partenopeo corrispondono al segnale di una forte presenza di gruppi camorristici che vogliono appropriarsi del territorio.

Da qui, la denuncia del parroco da sempre in prima linea contro la camorra e le azioni illecite, che denuncia a gran voce questa situazione e chiede di avere il coraggio di esporsi e denunciare a nome di un futuro meno pericoloso per i più giovani.

Don Patriciello avrebbe invitato i cittadini a scendere in piazza e a denunciare dopo la guerra di camorra tra i clan ritenuti appartenenti alla zona di Arzano e a cui sarebbe stata attribuita l’esplosione degli ordigni.

“Rivolgo un appello ai miei cari concittadini di Frattaminore, al sindaco e agli amministratori comunali, ai vigili e carabinieri presenti sul territorio, ai commercianti e agli insegnanti, a politici e ai genitori: corriamo ai ripari prima che questa nuova ondata di camorristi ci chiuda in una asfissiante prigione. È un momento pericoloso per tutti. Scendiamo in piazza», ha affermato don Maurizio Patriciello.

Insomma il parroco anticamorra rivolgerebbe un invito direttamente ai cittadini affinché non si chiudano nel silenzio dettato dalla paura o dall’omertà per il riscatto di un territorio da troppo tempo sotto il potere della criminalità.

Parla, infatti, di una “periferia sfregiata, abbandonata, e ora anche terrorizzata da una camorra che è tornata a imporre la sua legge con le bombe e gli attentati”.

E poi si domanda su dove siano andate a finire le istituzioni e plaude al sindaco di Frattaminore Giuseppe Bencivenga che avrebbe scritto al prefetto di Napoli, Claudio Palomba, chiedendo di «alzare ulteriormente l’attenzione sul territorio alla luce delle ultime deplorevoli azioni messe a segno dalla criminalità organizzata che si stanno susseguendo», ultima in ordine di tempo l’esplosione di un ordigno sabato 5 febbraio in via Turati.

Il parroco fa leva soprattutto sulle nuove e future generazioni cercando di proteggere i bambini che purtroppo si trovano a vivere situazioni al limite “Chiamiamo a raccolta la società e le istituzioni. Chi sa, parli. Denunci. Inutile lamentarsi in famiglia e con gli amici. I nostri bambini sono in pericolo. Qualcuno potrebbe rimetterci la vita, essere colpito per errore durante una sparatoria o l’esplosione di una bomba”.

Foto dal web

Marianna Di Donna

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