“Sfollati e dimenticati da tutti” è la denuncia choc di alcuni abitanti di Sant’Antimo

Nel 2017 a causa del crollo di una palazzina adiacente alle loro abitazioni, diverse famiglie di Sant’Antimo furono costrette a lasciare le proprie case a causa del crollo di una palazzina adiacente.

Il civico in questione è il numero 35 di Via Giannelli a Sant’Antimo dove nel novembre del 2017 si verificò il crollo di una palazzina pericolante e, per questo, debitamente sgomberata un mese prima dell’evento che, diversamente, avrebbe potuto provocare una strage.

Da quel momento, però, è iniziato il calvario di alcune famiglie, abitanti di case limitrofe a quella crollata, che, da allora, furono costrette a sgomberare la zona e, di conseguenza, abbandonare le proprie abitazioni.

La denuncia, riportata da Fanpage.it, arriva da una donna, Rosa Castaldo, coinvolta in questa triste storia di abbandono da parte delle istituzioni perché abitante di una delle case in questione.

La donna denuncia il fatto che subito dopo il crollo fu intimato loro di sgomberare le case e che, questa cosa, sarebbe durata giusto il tempo necessario a mettere in sicurezza l’area.

A fronte di ciò, queste famiglie, inizialmente, avrebbero trovato ospitalità presso parenti per poi ritrovarsi costretti a fittare, pagando di tasca propria, il pigione di locazione delle case in cui attualmente abitano.

Tutto questo a causa di controversie burocratiche conseguenti il crollo: secondo i proprietari dello stabile crollato, le cause del cedimento strutturale sarebbero attribuibili ad infiltrazioni d’acqua  dovute ad un guasto di una condotta d’acqua di proprietà comunale.

Al momento, però, il Comune di Sant’Antimo è commissariato e questo allunga i tempi burocratici per la risoluzione della controversia.

D’altro canto, però, ci sono queste famiglie alle quali viene addirittura negato l’accesso presso le loro abitazioni previa autorizzazione di un giudice a cui va fatta richiesta anche solo per recuperare qualche indumento.

Si tratta, quindi, di un vero e proprio paradosso al limite delle solite lungaggini burocratiche per chi vede negarsi il diritto a vivere in una casa magari costruita con i sacrifici di una vita e che, adesso, ironia della sorte, risulta disabitata, abbandonata e, molto spesso, derubata.

Nel frattempo medesima è la sorte della strada nella quale si trovano queste abitazioni: è diventata, infatti, una strada abbandonata, invasa dalle macerie del crollo, mai completamente rimosse, e discarica per oggetti di vario genere.

Le parole della Signora Rosa sono anche un grido di aiuto nella speranza di non vedersi nuovamente dimenticati dalle istituzioni come è accaduto in questi quasi quattro anni di calvario.

Foto dal web

Marianna Di Donna

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