I miei studi di Psicologia, Sociologia e Psichiatria mi consentono di “radiografare”  chiunque mi si presenti davanti.

Dal suo modo di esprimersi, da come gesticola, muove gli occhi e specialmente dal movimento delle mani, riesco subito a comprendere il “profilo” del soggetto.

Nella fattispecie, mi rendo conto se dice verità, oppure sta cercando di fuorviarmi, cercando di apparire ciò che non è.

Anche sui social percepisco se la persona sia effettivamente quello/a che dice di essere. È una sorta di istinto coadiuvato da decenni di approfondimenti letterari, e di marciapiede.

Resta ovvio che, talvolta, si prendono delle sviste; ma queste non dipendono dal soggetto in esame, bensì dalla scarsa applicazione.

Tutti, in un modo o in un altro, lanciamo segnali riconoscibili.

Anche le foto parlano. Di primo acchito sembrerebbe una “pretesa”, ma garantisco che è così. Le fotografie non hanno il tono della voce ma la potenza dell’immagine, che manda messaggi subliminali ma ben percettibili.

Quando ho visto sul social che DL ha cambiato l’immagine del suo profilo sono andato a curiosare. La curiosità è umana e non ha sesso.

Ci ho visto una persona che dice: Rieccomi.

Sembrerebbe un delirio; ma per togliermi la curiosità, e per capire fino a che punto sono ancora in grado di tradurre una fotografia in parole, l’ho contattata.

E questa che segue ne è la conferma.

Il prossimo 20 Ottobre ritornerai nella Sala Azzurra, sede della storica FamijaTurineisa, per il tuo concerto. Perché hai scelto questa prestigiosa location?

Innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa intervista. È un piacere per me essere ancora ospite del tuo salotto e sapere che continui a seguire i miei percorsi artistici.

Fra le diverse e bellissime opportunità, Palazzo Barolo, Villa Tesoriera – sede della biblioteca musicale nota in tutto il mondo per il suo patrimonio di altissimo livello, la scelta della FamijaTurineisa è stata dettata dall’affetto e dai ricordi che mi legano alla Sala Azzurra di via Po.

Proprio in quella sala, da bambina ho avuti i primi contatti “ravvicinati” con i grandi artisti lirici, che calcavano il palcoscenico del Teatro Regio, invitati a conferenze o a esibirsi in concerto nella sede della FamijaTurineisa per l’Associazione Amici del Teatro Regio di Torino.

Nella Sala Azzurra, ancora “apprendista” cantante, mi sono esibita per la prima volta in concerto in presenza del critico musicale dott. Giorgio Gualerzi e di Luciana Serra. Ricordo ancora l’emozione quando la Signora Serra, in quell’occasione, mi regalò una copia dell’aria d’entrata di Gilda la protagonista dell’Ajo nell’imbarazzo di Gaetano Donizetti, ruolo che in quel periodo stava interpretando al Teatro Regio.

La rentrée sarà un episodio isolato, oppure vuole essere l’inizio di un cammino ancora lungo?

Non si tratta di un episodio isolato, anche se non ho pianificato la durata di questo percorso. Dopo Torino, Domenica 4 Novembre sarò ospite della Casa di riposo Giuseppe Verdi di Milano. Il musicologo e giornalista Daniele Rubboli mi ha chiesto di eseguire una selezione delle romanze da salotto e melodie del concerto torinese durante una sua conferenza. A Milano mi accompagnerà la M° Beatrice Benzi, maestro di sala del Teatro La Scala.

Il 30 novembre a Zurigo parteciperò ad un’iniziativa particolare. Alcune volte all’anno vengono organizzate visite guidate notturne al Grossmünster, la chiesa protestante più importante della città che custodisce, per esempio, le bellissime vetrate di Chagall. La particolarità della visita consiste “nella manifestazione” della musica, in questo caso della mia voce, nei punti più suggestivi della chiesa illuminati dalla luce naturale delle candele. Stiamo ancora mettendo a punto il programma che prevede brani religiosi senza alcun limite imposto dalla confessione ma nel pieno rispetto dell’idea che la Fede sia universale.

Il 14 gennaio, nell’ambito della terza edizione de “La Voce Il Tempo – Linguaggi”, iniziativa sostenuta dalla Compagnia di San Paolo, insieme al collega Diego Taccuso, terrò nella Sala del Minor Consiglio del Palazzo Ducale di Genova una conferenza intitolata «Paganini e l’ascolto del virtuoso». Si tratta di un progetto molto interessante in cui affronteremo il virtuosismo da un punto di vista sia musicale che “neurologico”. Paganini, grande amico di Gioacchino Rossini, prese a modello il virtuosismo vocale rossiniano per creare uno stile strumentale nuovo, definito all’epoca “diabolico”, che influenzò non solo la storia del violino ma in generale quella della musica strumentale Europea. Dopo questa prima parte in cui confronteremo il virtuosismo vocale rossiniano e quello strumentale di Paganini, nella seconda parte tratteremo l’ascolto del “virtuoso”. Infatti, il virtuosismo tecnico, sia esso vocale o strumentale, non può nascere se non si raffina e si specializza, prima, il modo di ascoltare.

Ancora a Zurigo, in Marzo, mi esibirò in un altro concerto in cui sarò accompagnata dalla M° Manuela Cadisch-Dominguez ma, per ora, non ho ancora deciso definitivamente il programma.

Quindi, come vedi si tratta di un cammino variegato che non so ancora dove mi porterà.

Questo ritorno è una sfida con te stessa?

È complesso guardare così in profondità in se stessi e, talvolta, non si è disposti ad ammettere o a riconoscere tutte le motivazioni che ci muovono. Preferisco lasciare un alone di mistero e scoprire attraverso il riflesso nell’altro una parte di me. Invece, dal punto di vista tecnico/vocale si tratta di una sfida: la voce, specialmente quella femminile, cambia con l’età come cambia il nostro corpo.

Dall’ultima volta che, sempre con mio immenso onore, ci siamo “incontrati” (https://www.melitonline.net/giornale/daniela-lojarro-soprano-molta-fantasy/), sono passati oltre due anni. In tutto questo tempo ti sei dedicata a…

Non ho abbandonato la voce, anche se non ho lavorato direttamente con la mia. Ho dedicato più tempo e spazio all’Audio Fonologia. Si tratta di una forma di musico-terapia che io pratico nell’ambito della rieducazione della voce in toto, dell’ascolto, del respiro e della coordinazione motoria rivolta sia a bambini che adulti o seniores.

Che vi siete detti tu e Giorgio Griva, timoniere artistico dell’Associazione Concertante, prima di iniziare questa nuova favola?

In occasione di una mia visita a Torino, Giorgio ed io ci siamo incontrati nello storico Caffè Fiorio, nella sala dove gli intellettuali risorgimentali, compreso il conte Cavour, si riunivano per discutere sull’unificazione dell’Italia. Dopo aver rivangato gli spettacoli cui abbiamo assistito insieme a Torino e un po’ ovunque in Italia, ricordato amici scomparsi e Artisti cui siamo entrambi legati, Giorgio ha accennato alla rinnovata collaborazione di Concertante con la FamijaTurineisa che, dopo anni, ha deciso di riaprire la Sala Azzurra ai concerti.

Così, tra un “Sarebbe bello creare un evento che faccia da ponte” e un “Ma chi potrebbe essere l’artista adatto” e un “Che tipo di manifestazione potrebbe essere giusta?” è nata l’idea di Rimembranze.

Qual è il programma della serata?

La prima parte è dedicata alla musica francese.

Inizio con due valzer lenti, uno di Erik Satie e l’altro di Francis Poulenc. Satie compose Je te veuxper PauletteDarty, famosa cantante/attrice francese. Poulenc scrisse Leschemins de l’amour per la star francese Yvonne Printemps, prima moglie di Sacha Guitry autore/attore e poi compagna dell’attore Pierre Fresnay.

Seguiranno due melodie di ReynaldoHahn, compositore di origine ebrea nato in Venezuela e naturalizzato francese. Si tratta di Si mesversaviaentdesailes, su versi di Victor Hugo: questa composizione rese celebre in tutto il mondo Hahn già all’età di 14 anni. L’altra melodia, L’heureexquise, fu scritta su una poesia del compagno/amico Paul Verlaine.

Dopo un’incursione nell’Opéra con un’aria dall’Herodiade di Jules Massenet, Il est doux, chiuderò questa prima parte, con l’Extase tratto dall’oratorio La Vierge ancora di Massenet.

Nella seconda parte del programma mi concentrerò su Francesco Paolo Tosti, il più importante Compositore italiano di romanze, melodie e arie da salotto della Belle Epoque.

Di origini abruzzesi, F. Tosti studiò al Real Conservatorio San Pietro in Majella di Napoli sotto la guida di Saverio Mercadante diplomandosi in violino. Ottimo pianista, dotato di una bella voce tenorile, di vivace intelligenza e di presenza elegante, F. Tosti divenne un beniamino prima dei salotti partenopei, poi romani e infine europei guadagnandosi addirittura il titolo di baronetto nel 1891. Lo stesso Giuseppe Verdi lo considerava il miglior maestro di canto del suo tempo.

Francesco Paolo. Tosti amava molto la poesia contemporanea e collaborò con poeti della Scapigliatura e del Decadentismo creando microcosmi musicali di rara perfezione e equilibrio tra testo e musica.

Particolare, nel florilegio di melodie che canterò, è la “storia” legata a Visione. F. Tosti, dopo averne composto la musica, la inviò a Gabriele D’Annunzio: il Poeta, entusiasta, ne scrisse il testo seguendo gli spunti forniti dal Compositore. F. Tosti e G. D’Annunzio crearono un piccolo capolavoro di atmosfera cupa e languida sul tema tardo romantico di contrapposizione tra l’io narrante in punto di morte e la natura radiosa.

Ricordo anche la vicenda dall’alone tragico della celebre Ideale, composta su testo di Carmelo Errico, pianista napoletano. Tosti scrisse la romanza su carta intestata del ristorante Savini di Milano alla notizia della morte dell’amico, ucciso dal dolore per la perdita della giovanissima figlia.

Rimembranze. Perché?

Il titolo Rimembranze è ispirato alla frase cantata da Norma, “Oh rimembranze”, all’inizio del primo duetto con Adalgisa. La giovane Adalgisa le apre il cuore raccontandole dei turbamenti cagionati dall’incontro con un uomo. Norma si commuove rivivendo le stesse emozioni provate a sua volta nel momento in cui si era innamorata.

In una sola parola, Rimembranze, è racchiuso il gioco di emozioni provate condivise ricordate legato a questo mio ritorno a Torino, al ritorno degli eventi musicali alla Sala Azzurra e a quel pubblico di cui anch’io ho fatto parte e che durante la mia carriera è stato anche il “mio” pubblico.

Sarai accompagnata da Cecilia Novarino. Come è nato questo connubio artistico?

È nato anni fa sempre grazie a Giorgio Griva. Per un concerto ero rimasta all’improvviso senza il mio collaboratore abituale: Giorgio mi indicò Cecilia e così iniziò la nostra avventura artistica.

Il concerto è per invito o può partecipare chiunque?

Il concerto è a entrata libera.

Prestigiosi riconoscimenti ti sono giunti per la tua attività letteraria. Non mi dire che adesso chiudi con i libri ed apri solo gli spartiti?

Assolutamente no! Sono al lavoro per il terzo episodio della Saga di Arjiam. Però, ammetto che in questo ultimo paio di mesi, ho accantonato un po’ la scrittura a favore del canto.

Tra prove e spostamenti vari, la giornata si è fatta corta. Ma un’ultima curiosità me la devi togliere. Perché hai fatto passare tutto questo tempo privando, così, i numerosi appassionati, della tua voce?

Ho alle spalle più di 25 anni di carriera sui palcoscenici di tutto il mondo; mi sono dedicata alla musico-terapia per la quale ho anche seguito corsi di medicina di base; ho affrontato la scrittura di una saga fantasy per quale ho creato un mondo con una sua lingua, una sua cultura, una sua cosmologia, una sua storia. E, nel frattempo, ho affrontato dal punto di vista personale momenti complessi.

Ho sentito la necessità del “silenzio” (non ho cantato ma nemmeno scritto) per trovare una nuova dimensione vocale e, soprattutto, espressiva. Infatti, non c’è stato solo un cambiamento vocale ma anche la scrittura ha subito un’evoluzione.

È il naturale ciclo della Vita come ci è stato tramandato dai Misteri greci legati all’oracolo di Delfi: ci si “sotterra” nel ventre umido e fertile della Terra e si abbandona la vecchia pelle come fanno i serpenti per rinascere.

Oppure, secondo un’altra tradizione, si vola verso il sole come fanno le aquile prima di morire: la luce (chissà quale Luce e quale Astro intendevano gli Antichi?) brucia il velo che appanna la vista, l’aquila precipita nell’acqua per poi riemergerne completamente rinnovata.

Bentornata tornata Daniela!

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DANIELA LOJARRO - locandina CONCERTANTE

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