Scene da Far West a Sant’Antimo: l’appello dei genitori di Gaetano

 

Si chiama Gaetano Barbuto Ferraiuolo, il 22enne di Sant’Antimo che pochi giorni fa è rimasto ferito dopo una collutazione inerente alla viabilità cittadina.

Il giovane è stato colpito da 6 colpi di arma da fuoco alle gambe: le ferite, molto profonde, andate in cancrena hanno costretto i medici ad amputargli entrambi gli arti.

Gaetano è stato subito trasportato in ospedale, prima all’ospedale di Frattamaggiore e poi al Cardarelli, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni; è ora in coma farmacologico, in prognosi riservata, al Pellegrini.

Il ragazzo, secondo alcune testimonianze e secondo quanto riportato da IlMeridianoNews.it, sarebbe stato prima malmenato e poi sarebbe stato colpito da almeno 6 bossoli.

Le motivazioni della discussione, secondo le prime testimonianze, sarebbero collegate ad una diatriba iniziata precedentemente a causa dell’attitudine dei ragazzi in questione di voler scatenare un litigio per puro divertimento, mentre secondo altri l’origine sarebbe riconducibile a questioni di viabilità.

I due giovani protagonisti della vicenda, che per ora non hanno saputo dare spiegazioni sull’accaduto, dalle prime indagini non risultano avere nessun tipo di collegamento con la criminalità organizzata.

Sul posto sono stati impegnati nei rilievi uomini del reparto della Scientifica di Castello di Cisterna e militari della tenenza di Sant’Antimo.

I genitori, Lorenzo Barbuto Ferraiuolo e Francesca Marotta, però, non si danno tregua: hanno deciso di lanciare un appello a “La Radiazza”, affinché gli aggressori vengano riconosciuti attraverso un identikit, una targa o un segno di riconoscimento.

“Mio figlio ha perso l’uso delle gambe e rischia ancora la vita – ha detto il padre di Gaetano – sconosciuti, a bordo di un Opel Astra, avrebbero iniziato più volte a colpirlo prima picchiandolo e poi sparando agli arti inferiori, non sappiamo il perché. L’amico che stava con lui e che è rimasto sostanzialmente illeso non ha ancora spiegato chiaramente le dinamiche della vicenda. Ringrazio il personale medico del Pellegrini per quello che sta facendo. Ai miei concittadini chiedo solo una cosa: aiutateci ad avere giustizia”.

Quello che è successo al povero Gaetano è roba da Far West – ha aggiunto il consigliere Borrelli – poteva succedere a chiunque. Gaetano potrebbe essere il figlio di ogni napoletano. Noi chiediamo di rompere il muro dell’omertà e garantire alla giustizia queste belve. Ancora una volta chiediamo tolleranza zero sui nostri territori”.

(VIDEO DI TELECLUB)

Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri che hanno ascoltato l’amico di Gaetano, incensurato come lui, che quella sera si trovava in auto con il 22enne.

Il giovane ha spiegato di aver avuto un diverbio con quattro ragazzi a bordo di una Opel Astra che poco dopo li hanno inseguiti lungo Corso Europa a Sant’Antimo.

Erano le 11 circa quando i quattro sono scesi dalla vettura e hanno aggredito solo Gaetano prima picchiandolo e colpendolo anche con il calcio della pistola, poi esplodendogli contro numerosi colpi d’arma da fuoco, in totale sei, che hanno raggiunto il 22enne agli arti inferiori.

Una versione al vaglio dei militari dell’Arma che stanno visionando le immagini della telecamere di videosorveglianza presenti nella zona per avere ulteriori indizi riconducibili al branco che ha ridotto in fin di vita Gaetano.

Prosegue, intanto, la caccia all’uomo da parte dei carabinieri della compagnia di Giugliano diretta dal capitano Andrea Coratza e dei militari dalla tenenza di Sant’Antimo, coordinati nelle indagini dal pubblico ministero Veronica Soriano.

Gli inquirenti hanno sentito ancora una volta l’amico di Gaetano che era con lui in auto, il quale ha ribadito di non conoscere i loro aggressori.

Laura Barbato

Commenti

commenti