E’ stato comunicato che il gruppo sanguigno di Denise non corrisponde a quello di Olesya

 

Il caso Denise Pipitone-Olesya Rostova ha riscosso molto clamore mediatico ed ha continuato a fomentare gli animi di tanti fino a poche ore fa, quando si è saputo che Olesya non è Denise; ma facciamo una breve sintesi per chi non avesse seguito la vicenda: Olesya è una ragazza russa poco più che ventenne alla ricerca di sua madre; qualche settimana fa la giovane è stata ospite di un programma molto simile al nostro “Chi l’ha visto”, proprio per cercare la sua famiglia originaria.

Una telespettatrice russa in Italia da 20 anni, seguendo la trasmissione russa “Lasciali parlare” e conoscendo la storia di Denise Pipitone, ha notato la somiglianza tra la giovane ragazza e quella bambina ormai scomparsa 17 anni fa da Mazara del Vallo.

Pertanto la donna ha deciso di comunicare ciò a “Chi l’ha visto” italiano che poi renderà, in seguito, partecipe della vicenda la madre di Denise, Piera Maggio.

Iniziano così una serie di verifiche, test del DNA, gruppo sanguigno eccetera eccetera.

Dopo più di una settimana di attesa, l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, viene invitato alla trasmissione russa tramite collegamento e lì il legale si rende conto che il programma non è alla ricerca della famiglia di Olesya, bensì di share.

Dunque, l’uomo decide di rispondere per le rime e di far presente la sua posizione.

Ad ogni modo, è stato comunicato che il gruppo sanguigno di Denise non corrisponde a quello di Olesya.

Rispetto alla vicenda Frazzitta ha affermato: “Si è preferito accelerare i tempi di verifica seguendo i contatti in via privata con l’avvocato di Olesya, poiché una eventuale rogatoria con la Russia avrebbe comportato tempi più lunghi e, invece, si reputava necessario conoscere almeno il dato preliminare del gruppo sanguigno, prima possibile, per poi meglio approfondire la vicenda”, per quanto concerne invece “Lasciali parlare”, il legale ha commentato così: “Dire che si è trattato di una trasmissione trash è un eufemismo. Hanno voluto mettere in piazza il dolore e le vite spezzate delle persone senza alcun rispetto; ho accettato di andare e di metterci la faccia perché volevamo sapere subito la verità. Diversamente Piera Maggio avrebbe dovuto sottoporsi in diretta al test del Dna, come hanno dovuto fare le altre presunte mamme della ragazza. Le abbiamo risparmiato questo dolore ulteriore. Adesso basta”.

Cronaca. Olesya non è Denise: "Adesso basta"

 

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