Il grido d’allarme degli artigiani di San Gregorio Armeno

Gli artigiani di San Gregorio Armeno, la “strada dei presepi”, sono furiosi.

Nonostante sia passato oltre un mese dalla richiesta di incontro con il Governatore De Luca, nessuno li ha ascoltati.

“Io non apro”: questo il cartello che e’ affisso sulle botteghe di San Gregorio Armeno;tutte le saracinesche, stamane, erano abbassate.

Il presidente dell’associazione Corpo di Napoli, Gabriele Casillo, che ha organizzato la protesta a cui hanno aderito tutti gli artigiani di San Gregorio Armeno dichiara alla Dire:”Aprire oggi sarebbe assurdo. Chi ha aperto la saracinesca ha trovato solo bollette salatissime e i proprietari delle botteghe chiedono fitti altissimi. Siamo con l’acqua alla gola perché da gennaio ad oggi non abbiamo incassato neanche un centesimo e i turisti non verranno neanche nei prossimi mesi; San Gregorio è un museo a cielo aperto, capace di creare un indotto dai numeri altissimi a tutti i locali e i negozi del centro storico di Napoli, ma non solo. È tutta l’economia del turismo campano che vive anche grazie a San Gregorio Armeno. Se muore questo sito, un bene immateriale Unesco, scompare uno dei più antichi e importanti luoghi storici d’Italia e d’Europa. Perdere San Gregorio significa cancellare una delle immagini dell’Italia nel mondo”.

Nel documento della manifestazione portata avanti dai presepiai, questi chiedono un sostegno economico, che, a loro dire, dalle istituzioni non sarebbe mai arrivato.

Nazarena Cortese
 
 
 
 
 

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