Colpito dalla Variante Delta del Covid, muore in appena 2 ore Mario Tortora, imprenditore della ristorazione

Era stimato da tutti quelli che lo conoscevano, Paolo Tortora, 61 anni,  considerato il “re del catering” e soprannominato “il sarto”, l’uomo ucciso in soli due ore dalla variante Delta del Covid.

A parlare di lui, attraverso le pagine del Corriere della sera, è sua moglie, Valentina Abbruzzeso, di origini foggiane, dal 2019 sposata con l’imprenditore napoletano.

Pare che Paolo si fosse già ammalato di Covid lo scorso ottobre, ma che fosse riuscito a superare quel brutto momento.

Avrebbe, di fatto, potuto già sottoporsi ad una prima dose vaccinale ma era stata una sua decisione quella di rinviare l’inoculazione a fine ottobre, prima dei mesi invernali.

E invece, questa sua decisione, l’ha portato, purtroppo, al tragico epilogo: Paolo, infatti, come riferisce sua moglie, sarebbe morto in appena due ore.

Paolo avrebbe iniziato con i primi sintomi all’inizio di agosto, momento in cui scopre la sua positività alla variante Delta del Covid.

Per i primi dieci giorni, Paolo resta a casa con moglie e figlie, curato in assistenza domiciliare. In quei giorni di convivenza non viene registrato alcun contagio per i suoi familiari.

La situazione inizierà a complicarsi all’alba del 12 agosto quando si ritiene necessario il ricovero presso l’ospedale Cotugno.

A quel punto la famiglia si separa; Paolo viene ricoverato mentre sua moglie, per fargli sentire vicinanza, resterà fuori dall’ospedale in attesa di notizie circa l’evoluzione del contagio.

Per dieci lunghi giorni Paolo riceverà le cure ordinarie previste dal caso fino ad un peggioramento del decorso del contagio che vedrà necessario intubare Paolo il giorno 22 agosto.

In quel giorno, continua la moglie, i medici le consentiranno di poter incontrare Paolo con le dovute accortezze, prima che l’uomo entrasse in terapia intensiva.

“Quaranta minuti di faccia a faccia, poi la alle 21.09 lo hanno intubato e hanno indotto il coma farmacologico. Lui non voleva. Mi aveva ripetuto mille volte che non voleva l’accanimento terapeutico. Io gli ho detto che era una piccola sedazione, non che lo avrebbero addormentato…”.

Paolo resterà intubato in rianimazione per tre giorni quando, probabilmente presagendo il tragico epilogo, le scrive una lettera.

Poche righe, scritte a mano di suo pugno: Paolo le ribadisce l’amore che prova e le affida anche l’azienda.

Poco dopo, nel giro di appena due ore, la situazione precipiterà, portando Paolo alla morte.

Il primario della Terapia intensiva dell’Azienda dei Colli, il professor Antonio Corcione, ha spiegato che “quando i polmoni hanno un danno di 20 punti su 20 le possibilità si riducono al lumicino. In tutta la nostra esperienza ne abbiamo salvati solo un paio con questo quadro. In questi casi i polmoni vengono letteralmente bruciati dall’infiammazione e non scambiano più ossigeno”.

Nel ribadire la forte aggressività della variante Delta, il primario, rattristato per questa ennesima perdita, afferma “Il mio invito più sentito e partecipato è di vaccinarsi. Di casi come questi, purtroppo, ne vediamo ogni giorno e sempre più spesso anche nei più giovani e nelle persone di mezza età. Nei vaccinati, tranne due casi finiti col decesso negli ultimi due mesi, tutti gli altri contagiati che ho visto decorrono fortunatamente in maniera benigna e si risolvono nell’arco di una decina di giorni”.

Tantissimi i messaggi di affetto e di stima per questo grande imprenditore napoletano da sempre protagonista di moltissimi eventi di prestigio nel campo dell’accoglienza e della ristorazione.

Paolo Tortora lascia moglie e due figlie di 13 e 16 anni.

Foto dal web

Marianna Di Donna

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