Crescono i ricoveri all’ospedale Santobono che registra un forte impatto del virus tra i bambini, in tanti con la polmonite interstiziale

Durante le prime fasi dell’epidemia Covid che ha investito il mondo intero gli unici a restare “immuni” erano stati i più piccoli. Avvolti in una specie di protezione naturale che ha evitato che i bambini finissero negli ospedali e, peggio, nelle terapie intensive.

Un sollievo, però, destinato a cessare perché nelle fasi di evoluzione del Covid che continua a mutare repentinamente, cambiando, di volta in volta, caratteristiche e pericolosità, purtroppo, con l’ultima variante Omicron sta investendo proprio i bambini con grande incidenza nella fascia d’età compresa tra i 5 e i 12 anni.

Sarebbe proprio in questa fascia d’età che, secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, si starebbe verificando il maggior incremento di casi. Situazione, questa, resa ben nota dal fatto che sia stata anche repentinamente avviata una campagna vaccinale destinata proprio a questo range d’età affinché vi sia almeno una sorta di protezione derivante dal vaccino.

Restano, però, esclusi dalle vaccinazioni, i bambini al di sotto dei 4 anni (per loro nessuna inoculazione al momento), che starebbero finendo in ospedale a causa della presenza in casa di genitori non vaccinati.

A dare nota di questa situazione allarmante è il primario del pronto soccorso dell’ospedale Santobono, il dottor Vincenzo Tipo, che, ai microfoni di Napolitoday, ha dichiarato “Non sempre il Covid nei bambini è ‘una passeggiata’  perché li può esporre alla temutissima MIS-C, una complicanza tardiva dell’infezione da Sars-CoV-2 anche quando questa è stata asintomatica. La vaccinazione rimane l’unica arma per proteggerli. E se i piccoli sono in quella fascia di età che ancora non può accedere alla vaccinazione, è importante che siate voi genitori a vaccinarvi”.

Il dottore rende anche noti i dati dei ricoveri delle ultime tre settimane dimostrando un costante incremento di accessi alla struttura sanitaria che avrebbe raggiunto il record di “75 accessi Covid in una sola giornata”.

Alla domanda su quali siano i principali sintomi presenti nei bambini, il dottore dichiara quelli classici di un’influenza stagionale quali “febbre associata a disturbi gastrointestinali, cefalea e dolori muscolari. Purtroppo stiamo iniziando a vedere anche le polmoniti interstiziali, quelle classiche dell’adulto, che fino ad oggi avevano risparmiato i bambini”.

Per molti di questi, fortunatamente, non vi sarebbe bisogno dell’ospedalizzazione: ovvero, una volta accolti e fatta la diagnosi, verrebbero affidati ai pediatri di base per le cure assistenziali; resterebbero, però, solo ricoverati i bimbi al di sotto dei 6 mesi perché la febbre alta e i problemi respiratori sono sintomi più difficilmente gestibili a casa.

Al momento nella struttura ospedaliera i bimbi ricoverati occupano oltre la metà dei posti disponibili, e, per questo, il dottor Tipo rimarca l’invito alla vaccinazione pur comprendendo i timori e le preoccupazioni dei genitori “Mi sento di dire, in scienza e coscienza, che non c’è alcun rischio concreto derivante dalla vaccinazione. Sono già stati vaccinati, al mondo, milioni di bambini e gli eventi avversi registrati sono stati pochissimi. Spesso, dopo il vaccino, si presentano i banali sintomi banali quali dolore al braccio, decimi di febbre, spossatezza e rigonfiamento dei linfonodi, ma tutto si risolve in 24 ore. Quindi vaccinate al più presto i bambini. E se vostri piccoli sono in una fascia di età che ancora non può accedere alla vaccinazione, è importante che siate voi a proteggerli, vaccinandovi (se non lo avete ancora fatto)”.

Sul tema “Scuola”, il dottore dice la sua cercando di non demonizzare nessuno “Sono fermamente convinto che la DAD sia fortemente nociva per la formazione e l’apprendimento dei bambini. Senza pensare alle mille difficoltà tecniche e tecnologiche che, nelle nostre zone, sono fortemente penalizzanti. Naturalmente, con la ripresa della scuola in presenza, assisteremo ad una inevitabile impennata di contagi, anche all’interno delle stesse classi, che faranno scattare misure restrittive e ritorni in DAD “a singhiozzo”. Ritengo queste interruzioni frequenti e parcellari, delle attività, scolastiche ancora più dannose”.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

 

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