“Riaprire ore vanificherebbe gli sforzi”, continua la ministra

Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione, insiste sul non riaprire le scuole a Maggio e ribadisce il suo pensiero sulla sua pagina Facebook:”A giorni il Governo prenderà una decisione, ma a mio avviso riaprire ora le scuole, per poche settimane, mentre il Paese conta oltre 500 morti al giorno per il coronavirus, rischierebbe solo di vanificare gli sforzi fatti; dobbiamo fare ancora qualche sacrificio per poter tornare a scuola nello stesso modo in cui ci andavamo prima”, conclude.

Si apre lo scenario di un’ ipotetica ripresa a settembre, con conseguenze immediate sugli esami di Stato: un unico orale per la Maturità e una tesina, con valutazione del consiglio di classe, per i ragazzi di terza media.

Scatta quindi il piano B: un unico orale per i candidati all’esame di Stato.

Per quanto riguarda l’esame di terza media i ragazzi dovranno consegnare una tesina e saranno i consigli di classe a valutare l’operato.

No al 6 politico, ma tutti promossi

“Nessun 6 politico” tuona il Governo, “Ma tutti gli studenti saranno ammessi all’anno successivo e alla Maturità, i voti ci saranno e differenziati. Ma senza bocciature e rimandati, chi ha insufficienza dovrà recuperare; un’ ipotesi è un rientro dal primo settembre per chi ha “debiti formativi”, conclude il Viminale.

Come ripartirà il sistema scolastico?

Si ripartirà quindi, presumibilmente a settembre, ma in che maniera?

Sarà una commissione di esperti a indicare la strada.

Il decreto parla di partenza della scuola dal primo settembre per i recuperi.

Mentre il calendario di inizio lezioni sarà deciso dalle regioni: qui nasce un’accesa diatriba, tra le singole regioni e il Governo stesso; “Non siamo stati coinvolti”, sostiene Cristina Grieco, assessore regionale in Toscana alla Scuola e coordinatrice degli assessori regionali all’Istruzione in Conferenza delle Regioni, che scrive all’Azzolina per avere un nuovo incontro e prendere decisioni sul calendario scolastico.

Ad oggi s’immagina una scuola che riparte in presenza, ma è probabile che la didattica a distanza non sarà abbandonata, anzi dovrà essere tenuta in conto e sarà parte integrante della formazione dei ragazzi.

 

Nazarena Cortese

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