Andrea Gambotto, professore associato dell’Università americana di Pittsburgh che ha condotto lo studio sul vaccino PittCoVacc, spiega come potenzialmente il nuovo farmaco potrebbe agire.

Il vaccino, testato sui topi e somministrato attraverso un cerotto delle dimensioni di un dito, produrrebbe anticorpi specifici in quantità ritenute sufficienti per neutralizzare il virus.

La differenza con l’altro vaccino in sperimentazione

Le differenze che intercorrono tra il vaccino sperimentale per mRNA che è appena entrato in studi clinici e il vaccino  PittCoVacc,sono svariate.

La più importante però è nel meccanismo di azione dei due farmaci: difatti il PittCoVacc utilizza pezzi di proteine ​​virali per costruire l’immunità, allo stesso modo di come funzionano gli attuali vaccini antinfluenzali.

Sebbene il test richieda almeno un anno tra ricerca e burocrazia varia, gli studiosi sostengono che il vaccino verrebbe somministrato attraverso un cerotto contenente 400 minuscoli aghi di zucchero e proteine che, dissolvendosi nella pelle, provocherebbero la reazione immunitaria.

Speriamo che il tutto si concretizzi al più presto.

 

Nazarena Cortese

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