Covid-19,”Mi sono beccata la febbre, ora spero di non aver contratto anche il virus”

 

Covid-19 – Ore 7.30, è questa l’ora in cui L. è arrivata alla postazione del Frullone per potersi sottoporre ad un tampone per il Covid-19, insieme a lei oltre 600 persone.

Fin qui, nulla di strano ma la sua storia inizia diverso tempo fa quando scopre che un parente di un suo collega è risultato positivo al Covid-19.

L., nonostante il suo arrivo in largo anticipo, conquista il numero 472 ma alle ore 12 erano stati esaminati a malapena 200 utenti: era certa che sarebbe andata così ma non che li avrebbero lasciati in un cortile e sotto la pioggia.

Una volta ottenuto l’accesso alla struttura del Frullone c’erano grandi tende di colore azzurro sotto le quali venivano convocati gruppi di trenta persone alla volta in attesa dell’esame, tutte le altre dovevano arrangiarsi in qualche maniera, e quando piove, come è accaduto ieri, esistono solo due possibilità: accalcarsi tutti sotto una piccola tenda di cortesia che può accogliere al massimo una ventina di persone (“Ma ieri ce n’erano almeno 40 le une sulle altre”, dice L.), oppure rifugiarsi sotto le pensiline del parcheggio dove ieri mattina la gente stava l’una sull’altra incastrata fra le auto in sosta.

A dire la verità c’è anche un’altra possibilità, rifugiarsi dentro l’automobile, ma può farlo solo chi è arrivato fin lassù motorizzato, tutti gli altri devono arrangiarsi.

“Io non avevo intenzione di accalcarmi vicina a centinaia di altre persone – spiega L. – faccio del mio meglio nella vita quotidiana per evitare contatti che potrebbero avvicinarmi al virus, non potevo gettarmi in quel carnaio.

Sono rimasta per le prime cinque ore in piedi sotto al mio ombrello con le scarpe e gli abiti completamente inzuppati”.

Per fortuna all’ora del pranzo s’è presentato al Frullone il fidanzato di L., le ha offerto conforto e un po’ di riscaldamento in automobile in attesa che arrivasse il turno dell’esame.

È stato necessario attendere un altro paio d’ore poi finalmente alle 14.50 il numero 472, quello conquistato da L. alle 7.30 del mattino.

L’esame è durato pochi secondi, L. è subito andata via, a casa, ad asciugarsi:”Mi sono presa la febbre – dirà con dispiacere nel primo pomeriggio – sentivo troppo freddo e ho pensato di misurarla.

Fortunatamente non è alta, è a 37 e mezzo, ma il raffreddamento di oggi non m’interessa.

Spero solo di non essere rimasta contagiata in mezzo a quella ressa”.

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