È ormai trascorso più di un mese da quando la minaccia del Covid-19 ha bloccato l’intero Paese, costringendo milioni e milioni di famiglie a rivedere la propria quotidianità, sia in termini organizzativi che – soprattutto – economici. Nel nostro territorio, quello campano, resta medio-alta la percentuale di contagiati, unitamente al dato positivo di un ospedale come il Cotugno che fa parlare di se anche all’estero, grazie alla capacità organizzativa che gli ha permesso di affrontare al meglio la situazione di emergenza.

Ma…gli interrogativi su quel che sarà nei prossimi mesi sono molti, e se da un lato nel governo vige più incertezza su come riprenderà la quotidianità, sul piano sportivo sembra già più lineare la prospettiva di ripresa. Ciò che infatti è certo è che il virus si nutre di tutte quelle situazioni che creano assembramento, e fin quando, probabilmente, non si troverà un vaccino idoneo che lo debelli del tutto, tali situazioni saranno limitate fortemente per evitare che si incorra in una ulteriore pandemia come quella vissuta – e che stiamo ancora vivendo.

Nello specifico, sulla base di quanto si è detto nelle ultime conferenze stampa governative, al calare ulteriore del numero dei contagi, sarà possibile attivare misure di sicurezza meno restrittive, il tutto valido anche per gli amanti dello sport. Il “quando” è ancora incerto; ma quel che è certo è che nel momento in cui tutto questo sarà fattibile, l’attività motoria singola all’aria aperta tornerà ad essere consentita, rispettando comunque quella che è la distanza di sicurezza. La speranza dei più è che tutto questo si possa avere per il mese di maggio, benché si percepisce l’enorme difficoltà dei vertici a concedere troppa libertà in un momento in cui, finalmente, si sta cominciando ad intravedere qualche risposta positiva. La preoccupazione è da cercare nel fatidico “buon senso” che tanti cittadini, soprattutto sportivi, non hanno saputo mostrare – e che tutt’ora non mostrano nonostante pene economiche notevoli in caso di violazione. Difficile dunque fare una previsione di quando sarà consentita una restrizione delle misure per gli amanti dello sport, ma la dove fosse prevista, è chiaro che si esigerà – con ogni mezzo legale – il massimo rispetto delle regole: ciò significa niente assembramenti nei parchi, niente partite nei campi di calcetto, niente ritrovi per allenamenti collegiali.

Per quanto riguarda, invece, gli eventi in generale, e ancor di più quelli sportivi, che creano inevitabilmente assembramenti di massa, si è detto poco e nulla, benché sia facile intuire che saranno – con ogni probabilità – gli ultimi a rivedere una reale ripresa; il problema principale, infatti, sono i così detti “contagiati anonimi”, ossia coloro che hanno contratto il virus ma non sanno di averlo perché asintomatici. Questa problematica, se la si ignorasse, porterebbe ad una inevitabile ricaduta, accelerata ancor di più dalla concessione di permessi per eventi di gruppo. Dunque, la prospettiva di ripresa degli eventi di massa è rimandata all’anno 2021… con ulteriore probabilità di rivalutazione.

E voi… che prospettive avete?

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