“La situazione ci impone di essere determinati e concentrati su quello che è, e deve essere, l’obiettivo comune: portare la città di Melito fuori dall’emergenza”

Il decesso del primo cittadino, Antonio Amente, lo scorso lunedì, ha lasciato sgomenti i cittadini melitesi ma, soprattutto, la giunta comunale e chi era più vicino al Sindaco.

A preoccupare, però, non è stata solo la morte del Sindaco ma anche il notevole aumento dei casi di Covid-19, attualmente 998 e, per questa ragione, il Sindaco facente funzioni, Luciano Mottola, ha chiesto ai suoi concittadini di unirsi per cercare di “uscire” dal tunnel dell’emergenza sanitaria:

“In questo momento l’unica cosa che vorrei è chiudermi nel silenzio e continuare a versare fiumi di lacrime per una ferita che resterà sempre aperta nel mio cuore ed in quello delle migliaia di persone che hanno avuto modo di conoscere ed apprezzare colui che rimarrà per sempre il nostro Sindaco.

Purtroppo questo non ci è concesso perché i dati Covid in città sono estremamente critici, anche se con l’ultimo bollettino dell’Asl Na2 Nord Melito è tornata, anche se di poco, sotto quota mille (998 attualmente positivi).

La situazione ci impone, dunque, di essere determinati e concentrati su quello che è, e deve essere, l’obiettivo comune: portare la città di Melito fuori dall’emergenza.

Pertanto, in qualità di Sindaco fino alle prossime elezioni, vi chiedo di deporre l’ascia di guerra e remare tutti dalla stessa parte.
E’ fondamentale in questo periodo cooperare e mettere, almeno temporaneamente da parte, quelle che sono le divisioni politiche.

Chiedo, però, soprattutto l’aiuto della cittadinanza e del mondo associativo: insieme possiamo essere una forza, ma divisi e distanti finiremo per agevolare il compito di un nemico invisibile, che in maniera viscida e subdola, ha sconvolto le nostre vite mietendo vittime su vittime.

Facciamo sì che la morte del Nostro Sindaco Antonio Amente non sia vana: rispettiamo le disposizioni governative e le ordinanze regionali e sindacali.
Lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli ed alla memoria di chi è stato portato via dall’affetto dei suoi cari da questo maledetto virus”.

Commenti

commenti