E chi l’avrebbe detto che NOI, ci saremmo trovati nella condizione in cui non avremmo più goduto del nostro clima mite, delle passeggiate sul lungomare e delle escursioni in montagna?

Chi l’avrebbe mai pensato che NOI, il Paese decantato da scrittori e poeti, che diede i natali a Dante, Manzoni, Leopardi, sarebbe stato colpito da un’epidemia che l’avrebbe “straziato” come il cuore del poeta Ungaretti, che in suo componimento parla degli effetti della guerra?

“Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
È il mio cuore
il paese più straziato”
Noi, abitanti del “Bel Paese”.

La reazione della psiche di fronte agli eventi
Giuseppe Ungaretti – San Martino del Carso, Il Porto Sepolto, 1916

Le condizioni che espongono una popolazione al cambiamento sono molteplici;prendendo in esame la poesia di Ungaretti, il poeta fa riferimento al devasto provocato dalla Prima Guerra Mondiale a cui lui stesso partecipò come soldato.

Lo strazio, il lutto, l’impotenza, la solitudine. Sentimenti che ricorrono tutt’ora, quando ci si trova di fronte ad eventi più grandi di noi.

Perché effettivamente noi italiani dopo le due Grandi Guerre, abbiamo goduto di un periodo di relativa pace, in cui sebbene si siano susseguiti eventi, scontri, problemi economici, anche epidemie (influenza spagnola, colera etc.) abbiamo saputo tener fronte a tutto ciò: ora è diverso.

Per la prima volta dopo tanto tempo siamo dinanzi a qualcosa che non possiamo controllare.

Ed in questo caso ciò che prevarica è la depressione, l’ansia, il panico.

Proprio per questo il direttore dell’ISIDAP(Istituto specialistico Italiano per i Disturbi da Attacco di Panico), Massimo Doriani, ha messo a disposizione gratuitamente il numero verde 800.060.708 per chi sentirà la necessità di un supporto psicologico.

Nessuno è solo.

Nazarena Cortese

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