Morti sospette, contagi non segnalati e truffe

Il coronavirus, abbiamo imparato ben presto, purtroppo ha come principali vittime gli anziani, in particolare quelli con patologie pregresse.

Fortunatamente con l’entrata in vigore il 9 Marzo del Decreto che invitava i cittadini alla quarantena, il contagio che stava dilagando, si è lentamente placato.

Ciò nonostante, ancora oggi, dopo un mese e mezzo dall’emanazione di tale ordinanza, quello che ogni giorno pesa, è il bilancio delle vittime: numeri troppo alti e a risentirne maggiormente sono proprio le persone di una certa età.

In questi giorni è venuta fuori la vicenda del Pio Albergo Trivulzio a Milano, ma anche in altre città, ove vi erano delle case di riposo per anziani, le premesse non erano delle migliori.

I numeri di denunce e sanzioni del Nas, già nel 2019, sporte a dirigenti e personale di Rsa e case di riposo, erano innumerevoli e avrebbero dovuto far presagire il disastro che avrebbe coinvolto gli anziani in piena emergenza sanitaria CoVid-19.

Un’indagine condotta dalle forze dell’ordine, ha evidenziato come in tutta Italia, su 918 case di riposo ben 183, non presentavano il giusto personale sanitario per fronteggiare una qualsiasi emergenza, figurarsi la pandemia che si è poi abbattuta su tutto il Paese.

In alcune città addirittura si è scoperto che vi erano delle case di riposo abusive; le forze dell’ordine sono intervenute per trasferire i pazienti, come nel caso di un ospizio ad Udine dove 21 pazienti sono risultati positivi al coronavirus: attualmente sono ricoverati.

A pagarne le colpe, ancora una volta, sono stati proprio gli anziani.

 

Nazarena Cortese

 

 

 

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