Le regioni si cautelano

La “fase 2” starebbe per iniziare: il Governo sta tentando in tutti i modi di frenare alcune iniziative regionali che vorrebbero riaprire tutto e subito.

Ad ogni modo, anche questa volta, la spaccatura politica è netta: i presidenti regionali del centrosinistra sono sulla linea di pensiero di Conte: «Sulle riaperture ci atteniamo alle indicazioni del governo e alla valutazioni dei medici», mentre quelli del centrodestra hanno altre idee: «Noi andiamo avanti, non si può più aspettare fermi nell’emergenza», sostengono.

La riunione che coinvolgerà Boccia e Speranza, i due ministri presenti, non sarà facile: verranno valutati i piani di riapertura delle regioni, per poi discutere della fase 2 e stabilirla nel Dpcm che verrà emanato.

Per quanto riguarda le regioni del Sud, in particolare la Campania capitanata da Vincenzo De Luca, questi ha le idee molto chiare e dichiara di voler chiudere i confini: «Se così sarà, noi abbiamo già la risposta. Qui non entra proprio nessuno. Il virus degli altri non lo vogliamo. Sono pronto a fare un’ordinanza che vieti gli ingressi da noi».
Musumeci, Governatore della Sicilia sostiene: «Ho incaricato un comitato scientifico di dirci le modalità della riapertura e aspetto le risposte».

La situazione del Lazio è molto particolare perché sede della capitale d’Italia, Roma: in tal caso ci si domanda se si potrà impedire l’ingresso a gente proveniente da altri luoghi che per ragioni di lavoro o altro devono necessariamente venire nella capitale. Il quesito al momento appare irrisolto.

Il governatore e segretario del Pd, Zingaretti, ha dichiarato che si atterrà alle decisioni di Conte.

 

Nazarena Cortese

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