Turni in ufficio e più distanza in bus e locali

Sulla Fase 2 se ne sono dette davvero tante, ma quello che con “certezza” possiamo affermare oggi, è che per tornare alla tanto agognata normalità, ci vorrà ancora molto tempo.

Ad ogni modo “la conquista” di questo secondo step, è un segnale positivo ricavato dalla sofferta quarantena a cui tutti ci siamo sottoposti.

Per quanto concerne il mondo del lavoro, la novità principale riguarderà i dimezzamenti della capienza dei posti di lavori per garantire le distanze sociali, utilizzando più o meno gli stessi parametri dei mezzi pubblici.

Riapriranno per prime le attività riportate in verde dal documento Inail, perché sono quelle a basso rischio di contagio, in questo caso le attività manifatturiere (alimentari, bevande, tabacco, tessile, abbigliamento, articoli in pelle e pelliccia, industria del legno e prodotti in legno, fabbricazione di carta, stampa e produzione di supporti registrati, fabbricazione di prodotti chimici, prodotti farmaceutici, articoli in gomma), costruzioni civili, grandi opere, lavori di costruzione specializzati), servizi di software e informatici, attività finanziarie e assicurative, attività immobiliari, attività professionali, scientifiche, tecniche, commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli.
“Le riaperture dovranno avvenire per gradi”, dichiara Vittorio Colao, dirigente d’azienda.
Gli spazi di lavoro dovranno essere modellati ad hoc per garantire il distanziamento sociale sì, ma anche un cospicuo processo produttivo.

Il medesimo distanziamento sarà applicato anche ai mezzi pubblici (bus, metro), bar e ristoranti, al fine di ridurre il contagio e la diffusione del virus.

La riapertura in ogni caso dovrà sottostare a tre paletti: una curva epidemiologica delle varie aree del territorio sotto 0,5, strutture sanitarie (Covid hospital e terapie intensive) adeguate, strumenti di protezione disponibili.

 

Nazarena Cortese

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